ANNO 16 n° 273
''Caso Hassan Sharaf, il ministro Cartabia disponga un'ispezione in Tribunale''
Il rinvio di 3 anni del ricorso contro l'archiviazione č al centro di un'interrogazione parlamentare
31/10/2021 - 07:42

VITERBO - Il caso del suicidio in carcere di Hassan Sharaf, o meglio, del rinvio di 3 anni della decisione sul ricorso contro l'archiviazione presentato dalla famiglia, all’ambasciata egiziana e da una associazione per i diritti umani, finisce in Parlamento. 

A sollevare la questione il deputato di + Europa, Riccardo Magi, che ha presentato un'interrogazine al ministro Cartabia in cui chiede, tra l'altro, ''se non ritenga necessario disporre un’ispezione presso il Tribunale di Viterbo al fine di verificare le ragioni di un rinvio dell’udienza di opposizione all’archiviazione sul caso.... che appare così lontano nel tempo da pregiudicare le esigenze di tempestività dell’azione penale e da suscitare dubbi sul corretto esercizio della funzione giudiziaria''.

Già nel 2019, il deputato si interessò del fatto, quando presentò una prima interrogazione.  Il 21enne egiziano, che sarebbe dovuto uscire dal carcere nel settembre 2018, il 23 luglio di quello stesso anno fu ritrovato impiccato nella cella di isolamento dove era stato trasferito da appena due ore. Il 30 luglio 2018, dopo sette giorni di agonia, Hassan morì in ospedale. Fu aperto un fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti. All'epoca il parlamentare, Riccardo Magi, chiese chiarimenti. Il governo rispose che: 'nel corso delle indagini veniva acquisita tutta la documentazione sanitaria, e nell’interesse si procedeva a perizia necroscopica sul cadavere. Venivano, altresì, acquisite le immagini di sorveglianza interna della casa circondariale, le telefonate intercorse tra il detenuto e la madre – unica persona con la quale egli aveva contatti durante il periodo di detenzione – e le lettere ricevute. Inoltre, la polizia giudiziaria, delegata alle indagini, provvedeva all’escussione di numerose persone informate sui fatti'.

La Procura di Viterbo poco dopo chiuse le indagini con una richiesta di archiviazione per istigazione al suicidio e di rinvio a giudizio per due agenti di polizia penitenziaria accusati di abuso dei mezzi di correzione. Proprio contro la richiesta di archiviazione, famiglia, ambasciata e ong hanno proposto ricorso. L'udienza è stata rinviata al 2024, 6 anni dopo il fatto.

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