

di Nicola Savino
VITERBO – Deluso e arrabbiato. Giulio Marini, ex sindaco e leader dell’opposizione a Palazzo dei Priori, continua non solo a sparare a zero sull’attuale amministrazione ma non perde l’attimo per togliersi qualche altro sassolino dalle scarpe. ''La mia valutazione – attacca l’esponente forzitaliota – è assolutamente deludente. Nella forma e nella sostanza. Innanzitutto perché sono mancati, e continuano mancare, tutti i passaggi amministrativi necessari: non è un mio desiderio, lo prescrive la legge. E, contestualmente, viene da chiedersi se era proprio necessario azzerare le deleghe e quindi aprire di fatto una crisi e poi cavarsela con la nomina di un nono assessore e lo scambio di deleghe tra Ricci e la Saraconi. Tanto rumore per nulla''.
E allora che succede?
''Il sindaco non pensi di potersela cavare con la solita comunicazione di fretta e di furia. La città, non io o l’opposizione, merita spiegazioni''.
Intanto arriva il nono assessore…
''Già… Massimo rispetto per la persona che, peraltro, conosco solo superficialmente, ma la domanda è molto semplice: serviva davvero? Quando Michelini comunicò (subito dopo aver ottenuto il placet all’assestamento di bilancio) di azzerare le deleghe, era chiaro che si trattava di un atto di sfiducia verso i suoi assessori. L’impressione netta, e non solo mia, fu che avesse in animo un rimescolamento generale e profondo''.
E invece?
''Ero accusato di essere legato a chissà chi, ho l’impressione che il sindaco sia più che condizionato da fattori esterni''.
Quindi?
''La conclusione è che invece di mettere mano ad una profonda ristrutturazione, visti i risultati di 18 mesi di non governo, si sia limitato ad una lucidatina che nulla risolve. In più nel Comune di Pulcinella ecco arrivare l’uomo della Provvidenza. Con totale rispetto verso Pulcinella, Napoli e i napoletani''.
Il professor Vannini dovrà occuparsi di questioni piuttosto delicate.
''Infatti. Non voglio anticipare giudizi, dico solo che da tempo stiamo monitorando tutta la questione del verde pubblico, delle procedure di affidamento dei lavori, di ditte che con l’avvento di Michelini sono rifiorite… Vogliamo vederci chiaro”.
Si pone anche un problema di costi.
''Per ora e per quanto ne sappiamo, il nono assessore farà lievitare il budget. A meno che la Giunta non decida di autolimitarsi i compensi, ma per fare questo serve un atto formale del quale non c’è traccia. Ricordo, per inciso, che con me ci furono giunte con 9, 10, ma anche in un periodo con 5 assessori. E il sindaco dell’epoca non percepiva compensi…''.
Marini, diciamo la verità, non è che la sua sindacatura fu tutta rose e fiori…
''E chi lo nega. Ricordo che per due volte fu azzerata la Giunta: la prima per una sentenza del Tar a proposito delle presunto mancato rispetto delle quote rosa (vicenda, peraltro, tutt’altro che conclusa), l’altra dopo una bocciatura da parte della maggioranza di certi provvedimenti. Il sindaco, in questi casi, ha il diritto-dovere di intervenire e di prendere tutti i provvedimenti che ritiene opportuni. Qui la verità è che il sindaco si limita ad aggiustamenti ininfluenti''.
In sintesi?
''Michelini azzera la Giunta e quindi la boccia, per poi promuoverla dopo una settimana e senza esami di riparazione. In più ci mette il capoclasse… A me pare una soluzione scadente. Ma è altro a preoccuparmi seriamente''.
Cioè?
''Un anno e mezzo con zero risultati. Vanno avanti gestendo, e male pure, iniziative e provvedimenti della passata amministrazione. Bilancio negativo e città alla deriva: questa maggioranza è nata logora e continua ad essere vittima di forti condizionamenti esterni''.
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