ANNO 16 n° 272
E' partito il valzer lento delle deleghe
Si riparla di Alvaro Ricci ai Lavori pubblici e Lella Saraconi all'Urbanistica
30/11/2014 - 00:00

VITERBO – In totale solitudine o quasi, il sindaco Leonardo Michelini passerà la domenica a metterà a punto la ridistribuzione delle deleghe ai componenti della sua giunta. Nel contempo valuterà come gestire il nuovo settore nel quale accorperà i servizi, dall'igiene all'illuminazione pubblica, dai cimiteri al verde, che sottrarrà agli assessori che l'hanno gestiti finora. Ed è proprio questo punto, secondo i bene informati, che più impegna Michelini.

Come ha lasciato intendere al momento di revocare temporaneamente tutte le deleghe agli assessori, potrebbe avocare a sé il nuovo settore. Del resto si tratta di svolgere esclusivamente funzioni di controllo su appalti in concessione, un lavoro più adatto ai tecnici che ai politici. Resta da vedere se Palazzo dei Priori dispone di personale in grado di far girare un comparto così complesso. Una soluzione potrebbe essere la nomina, con bando pubblico, di un cosiddetto ''direttore del contratto''. Cioè la strada già intrapresa dall'assessore Raffaela Saraconi per tentare risolvere i tanti guai che la gestione dei rifiuti, in particolare la raccolta differenziata, sta procurando all'amministrazione.

In linea teorica, Michelini, dopo aver gestito personalmente il settore nella fase di rodaggio, potrebbe assegnarlo a un nuovo assessore, il nono della serie. Ma l'ipotesi non lo entusiasmerebbe affatto. Al limite potrebbe chiedere a uno degli otto assessori di farsene carico. L'intenzione, almeno per il momento, è di non allargare ulteriormente la giunta. E su questo punto, a parole, sarebbero d'accordo tutti i gruppi di maggioranza.

Intanto trapelano le prime indiscrezioni, più o meno interessate, sul nuovo assetto che potrebbe avere la giunta a metà settimana: si torna a parlare con insistenza dello scambio di deleghe tra Raffaela Saraconi, che dovrebbe cedere i Lavori Pubblici ad Alvaro Ricci, ottenendo in cambio da quest'ultimo l'Urbanistica. Si mormora di un ''potenziamento'' del ruolo del vicesindaco Luisa Ciambella, che sommerebbe al bilancio e alle altre deleghe anche i Servizi Sociali, sottratti a Fabrizio Fersini. Ma, come detto, si tratta ancora di voci incontrollate.

Al di là delle dichiarazioni di facciata, la decisione di preservare la maggioranza e di mantenere gli otto assessori in carica, sebbene le deleghe riviste, fa lo stesso effetto del fumo negli occhi a un discreto numero di consiglieri che ritengono di avere i numeri per entrare in giunta. Non è un mistero che gli aspiranti siano tanti e determinati: c’è Daniela Bizzarri che vorrebbe, fortissimamente vorrebbe, i servizi sociali; c'è Aldo Fabbrini che si sente sempre più emarginato nella corrente Fioronea del quale è uno degli esponenti di punta; c'è il giovane Christian Scorsi, alla perenne ricerca di sostegni per la sua ascesa al soglio assessorile. E l'elenco potrebbe essere ancora lungo.

C’è poi la partita di Oltre le mura, la lista del sindaco, il cui gruppo consiliare si va sfaldando di giorno in giorno: fuori Goffredo Taborri, quasi fuori Chicco Moltoni, Sergio Insogna e Livio Treta l'un contro l'altro armati, Maurizio Tofani, giustamente imbufalito con il Pd che ha tentato di impallinarlo sulla vicenda Cev.

Michelini, che gli piaccia o no, dovrà convivere con le fibrillazioni della maggioranza, con gli appetiti dei consiglieri, con le pressioni dei partiti e delle correnti dei partiti. E' la politica, d'oggi, bellezza. 

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