ANNO 16 n° 274
Samuele Spizzichino, l'ebreo scampato ad Auschwitz,
diventato il primo sindaco di Latera del dopoguerra
09/01/2015 - 02:00

VITERBO - La sua storia è stata ricostruita in un libro, ''I giusti di Latera'', di Romualdo Luzi e Moreno Miletti, pubblicato nel 2009, il Giorno della Memoria. E' stato grazie a quel volume che la Tuscia è venuta a conoscenza delle peripezie vissute da Samuele Spizzichino, un ebreo scampato miracolosamente con la sua famiglia alla deportazione, nominato dal Comitato nazionale di liberazione e dagli Alleati primo sindaco di Latera (Viterbo) del dopoguerra.

Spizzichino, negoziante, la moglie, due figli e la suocera, furono salvati dal campo di sterminio grazie alla solidarietà di molti abitanti del paese, tra i quali il podestà Antonio Adamini. Fatti arrivare a Roma, furono ospitati da altre famiglie di Latera che vivevano nella Capitale. I due figli, invece, furono nascosti nell'istituto ''Angelo Mai'' da un sacerdote di Latera, don Nicasio Freddiani.

Altri 7 membri della famiglia Spizzichino (i genitori, due sorelle, un cognato e due nipoti) che vivevano a Firenze furono invece deportati ad Auschwitz, dove furono trucidati.

Il 14 giugno 1944, dopo la liberazione di Latera, Spizzichino fu nominato sindaco provvisorio. Restò in carica fino all'estate 1945. E' stato l'unico ebreo ad aver ricoperto un incarico pubblico nel Viterbese.

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