

VITERBO – Più poliambulatori nei distretti e meno ricoveri in ospedale. Questa la direttrice sulla quale il direttore generale della Asl Luigi Macchitella e il suo staff stanno costruendo il nuovo “atto aziendale”, una sorta di programma quadro sul servizio sanitario provinciale.
Per la verità, su sollecitazione della Regione, tutte le Asl del Lazio, quindi anche quella di Viterbo, avevano elaborato in fretta e furia i propri atti aziendali, ma la proroga sopraggiunta ha concesso a Macchitella e ai suoi colleghi di affinare il documento.
L’atto aziendale, inevitabilmente condizionato dalle anguste linee guida della Regione e del Governo, alle prese con il ciclopico debito sanitario del Lazio, tenderà, come in passato, al contenimento dei costi. Un’operazione che secondo Machittella si potrebbe portare a termine senza depauperare ulteriormente le prestazioni, ma razionalizzando l’intero sistema.
Secondo quanto si è appreso, i principali obiettivi sarebbero due: ottenere una sensibile riduzione del ricorso ai ricoveri in ospedale, che dovrebbero essere limitati a casi di effettiva necessità, assicurando cure adeguate ai cittadini attraverso una rete di servizi sul territorio. Ognuno dei cinque distretti della Asl dovrebbe essere munito di poliambulatori e centri di diagnosi che facciano da “filtro” al ricorso alle corsie.
Ma la vera svolta si potrà avere solo con il completamento dell’ospedale di Belcolle, per il quale è stata indetta anche la gara d’appalto, ora all’esame del nucleo di valutazione regionale. Se entro la fine dell’anno la Asl riuscisse ad ottenere da Roma il via libera, il corpo A 3 di Belcolle, limitatamente alla parte riservata alle degenze, potrebbe essere completato entro il successivo anno e mezzo.
Con i nuovi posti letto a disposizione, potrebbe partire anche una vera e propria “rivoluzione” logistica. Una serie di reparti, come ad esempio geriatria, attualmente dislocata a Montefiascone per mancanza di spazi, potrebbe essere trasferita a Belcolle, che è la sua sede “naturale”. Stessa sorte potrebbe toccare ad altre specialità attualmente ospitate in sedi periferiche.
C’è un solo ma fondamentale problema: tutti gli atti aziendali fin qui varati erano imbottiti di buoni propositi. Ma finora nessuno, tranne in parte Adolfo Pipino, e forse proprio per questo è stato destituito, è stato in grado di attuarlo. Non resta che sperare in Michittella.
Notizie correlate