ANNO 16 n° 272
I lavoratori della Ro.Ri: ''Ci hanno abbandonato anche le istituzioni''
01/06/2013 - 04:00

VITERBO – ''Siamo stati abbandonati da tutti. Né la Regione Lazio né la prefettura di Viterbo stanno muovendo un dito per risolvere la nostra drammatica situazione. E i sindacati si sono dati di nuovo alla fuga''. Sparano ad alzo zero contro tutti i circa 187 dipendenti della clinica Santa Teresa di Viterbo e della Casa di cura di Nepi, entrambe appartenenti al Gruppo Ro.Ri, cioè alla famiglia Angelucci, che sono ormai da tre mesi senza stipendio. Per di più, su una cinquantina di loro pende la spada di Damocle della messa in mobilità, agitata come una clava dalla proprietà per ''convincerli'' ad accettare i contratti di solidarietà. In soldoni, la rinuncia al 25% dello stipendio.

La rabbia, che da tempo covava sotto la cenere, è scoppiata negli ultimi giorni, dopo gli incontri ''improduttivi'' avuti a Roma con il responsabile della cabina di regia sulla sanità del Lazio e il con il capo della segreteria del governatore Nicola Zingaretti. ''Non ci è giunta nessuna segnalazione in merito allo stato di crisi del Gruppo Ro.Ri in provincia di Viterbo'' hanno grossomodo detto i due alla delegazione di lavoratori. Ora ci informiamo e vi faremo sapere''. Tutto qui.

Usciti dalla sede della Regione, i lavoraoti si è immediatamente rivolto alla prefettura nella speranza di ricevere chiarimenti sulla situazione. Ma anche in questo caso la risposta e stata lapidaria: ''Il prefetto Antonella Scolamiero ha in programma una riunione per la prossima settimana. Vi faremo sapere''.

Al secondo buco nell’acqua i commenti sono stati al calor bianco: ''Siamo disperati – hanno detto i dipendenti degli Angelucci. Non sappiamo più come tirare avanti le nostre famiglie. Alcuni di noi hanno problemi con le banche e qui tutti se ne fregano. I sindacati, sistemati figli, parenti e clienti vari si sono allineati con la proprietà. Latitanti''.

Secondo i lavoratori, tra l’altro, le motivazioni addotte da Fabio e Roberto Angelucci per motivare il mancato pagamento degli stipendi sarebbero pretestuose. ''Alla Santa Teresa – affermano – i 24 posti letto convenzionati sono costantemente occupati. Gli ambulatori e il laboratorio d’analisi lavorano a pieno regime. Da quel che ci risulta anche a Nepi c'è il 'tutto esaurito'. Come fanno a parlare di crisi?”.

E ancora: ''Non abbiamo più in interlocutore cui rivolgerci. La proprietà parla solo attraverso gli annunci che fa affiggere sulla bacheca e non accetta confronti con noi. I sindacati tacciano, le istituzioni, evidentemente, hanno altro cui pensare. Ma ormai la misura è colma. Se qualcuno di noi dovesse malauguratamente compiere un gesto eclatante, sappiano che la responsabilità ricadrà su di loro''.

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