ANNO 16 n° 274
''Perché questo killeraggio su Gigli?''
Ieri il comitato senza Gianmaria Santucci, che però viene polemicamente
chiamato in causa dal presidente provinciale del partito Francesco Bigiotti
06/10/2012 - 04:00

VITERBO – Santucci non c’era, ma il comitato provinciale dell’Udc ieri pomeriggio alle 18 si è svolto regolarmente. Erano presenti – fanno sapere dallo scudocrociato - quarantatre persone, di cui trentasei della direzione.

In circa due ore si è individuata la delegazione che dovrà rappresentare il partito durante le prossime consultazioni elettorali con le altre formazioni politiche per il Comune di Viterbo. E’ stato poi chiesto un appuntamento al segretario nazionale Lorenzo Cesa, che presumibilmente sarà fissato la prossima settimana, per confrontarsi sulla situazione di Palazzo Gentili e decidere la linea da seguire.

Di mozioni di sfiducia, almeno ieri, neanche l’ombra.

Ma nonostante ciò è sempre durissima la battaglia all’interno dell’Udc provinciale. Francesco Bigiotti conia addirittura un termine, “”gigliatria””, per descrivere la sindrome politica cui sarebbe affetto Gianmaria Santucci.

E se non basta più il vocabolario della lingua italiana significa, forse, che lo scontro ha superato i livelli di guardia e che gli esiti, oltre che più aspri, potrebbero essere perfino imprevedibili.

Al momento le lettere partite da Viterbo e arrivate sulla scrivania del segretario Cesa sono due. Una scritta da Regino Brachetti e l’altra da Santucci ed altri.

“”Brachetti – dice Bigiotti – me l’ha letta per telefono. Si tratta della richiesta di un incontro con la segreteria nazionale per discutere della situazione viterbese affinché gli equilibri interni al partito, la dialettica e soprattutto gli animi tornino ad essere sereni. Fin qui – commenta il presidente provinciale – nulla di strano, anzi””.

Ma è la seconda lettera quella che lo avrebbe fatto imbestialire, e insieme a lui ha mandato su tutte le furie Rodolfo Gigli: “”In questa – spiega Bigiotti – Santucci chiede il commissariamento del partito””.

Si dice però che lo abbia chiesto con le firme di 45 dei 68 componenti del comitato provinciale.

“”Non è assolutamente vero. Se 38 di loro fanno sicuramente riferimento a Gigli, i conti non tornano. Oltretutto, come mi ha confermato telefonicamente ieri il segretario Cesa, un’eventuale sfiducia del segretario, con il relativo commissariamento, deve avvenire attraverso una mozione in sede di comitato provinciale. Sono due giorni che ripeto fino alla noia che a me, in quanto presidente del comitato, non è arrivato nulla di nulla. Ma non è neanche questo il punto””.

E allora quale sarebbe il punto?

“”Non capisco il voltafaccia di Santucci nei confronti di Gigli””.

Siamo arrivati agli attacchi personali?

“”Guardi, se c’è qualcuno che fa attacchi personali, quello è proprio Gianmaria Santucci. Per quanto mi riguarda richiamo soltanto fatti””.

Vale a dire?

“”Gigli ha permesso che Santucci andasse alla segreteria comunale e abbiamo visto tutti come è andata: con lui sono usciti Socciarelli e compagni e ha dimezzato il partito. Poi Gigli lo ha indicato come assessore senza che avesse neanche un voto. Allora mi domando: perché questo comportamento? Chi ispira questo killeraggio politico verso Gigli? Da dove viene l’imput? Da Roma? Non lo so. So soltanto che non mi pare questo il modo di fare politica, non ci appartiene. Se Santucci vuole continuare su questa strada, si accomodi pure, noi non lo seguiremo. A meno che””.

A meno che?

''A meno che non sia stato contagiato da una sorta di sindrome politica che chiamerei “gigliatria’””.

Ecco: lo scontro è aperto ed è a tutto campo; potrebbe perfino far diminuire i numeri del partito ma, in compenso, potrebbe aumentare i vocaboli del Devoto-Oli.

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