

VITERBO – Alessandro Romoli non ci sta a fare l’agnello sacrificale: “Il comitato provinciale di venerdì secondo noi è valido e legittimo” – manda a dire a chi non si è presentato, leggi Gianmaria Santucci, e al dirigente nazionale dell’Udc, De Poli, autore di una misteriosa quanto irrituale “scomunica” delle argomentazioni del segretario provinciale.
Ma allo stesso tempo, Romoli, prova a rasserenare gli animi, già più che surriscaldati dai veleni e dalle accuse trasversali tra i vari attori scodocrociati.
“Ora – dice Romoli – attendiamo serenamente che in settimana ci chiami il segretario nazionale Lorenzo Cesa, al quale esporremo le posizioni di tutti e con il quale faremo chiarezza”.
Ma nel frattempo c’è stato, appunto, un comitato provinciale, in cui peraltro è stata indicata la delegazione che si consulterà con gli altri partiti in vista delle elezioni comunali di Viterbo, quindi per la composizione delle liste e delle alleanze.
Roba delicata, se si considera lo stato comatoso da cui proviene l’amministrazione comunale e la frammentazione delle posizioni e dei gruppi all’interno del consiglio.
Oltre al segretario provinciale faranno parte della delegazione i due consiglieri Maurizio Tofani e Paolo Barbieri, quest’ultimo assente venerdì sera dal comitato provinciale e in quota Santucci.
“Ma questa – precisa subito Alessandro Romoli – non è una deliberazione dell’organismo provinciale bensì una comunicazione del segretario”.
Come dire che non è la Bibbia e che la delegazione può essere anche rivista.
Ma il nodo formale più importante, quello che può dare un corso diverso e opposto a seconda da dove lo si guardi, è quello della procedura di sfiducia della segreteria provinciale a norma di statuto.
Per De Poli la partita si gioca a livello nazionale, per Romoli e Bigiotti, segretario e presidente dell’Udc provinciale, deve passare attraverso l’organismo territoriale.
“De Poli – spiega lo stesso Romoli – è il segretario organizzativo nazionale e ha il nostro rispetto. Però lo statuto basta leggerlo e a me sembra che nel caso in questione occorre una delibera del comitato provinciale. Ma lo dico senza spirito di polemica o di contrapposizione. Del resto, a questo punto i tecnicismi poco importano. Quel che importa, anzi necessario, è un confronto con il segretario nazionale. Noi lo aspettiamo con serenità”.
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