

VITERBO - Tentata concussione e abuso d'ufficio: questi i reati per i quali il sindaco di Viterbo Giulio Marini (Pdl) è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Viterbo. Oltre a Marini, per concorso negli stessi reati, sono indagati l'ormai ex assessore regionale all'Agricoltura Angela Birindelli e il commissario straordinario dell'Arsial Erder Mazzocchi. Birindelli e Mazzocchi hanno smentito di essere indagati, ma il loro coinvolgimento e' stato confermato da autorevoli fonti giudiziarie. E l'inchiesta potrebbe assumere contorni ancora piu' vasti e clamorosi. Nei prossimi giorni, la procura potrebbe convocare anche il consigliere regionale Francesco Battistoni.
Il tentativo di concussione e l'abuso d'ufficio ipotizzato a carico del sindaco di Viterbo, Birindelli e Mazzocchi, sarebbe avvenuto in occasione dell'allestimento del Padiglione Lazio al Vinitaly 2011. I tre avrebbero tentato di favorire alcune aziende viterbesi nell'aggiudicazione di commesse nell'ambito dell'iniziativa finanziata dall'assessorato regionale all'Agricoltura e gestita dall'Arsial.
Ieri mattina, il sindaco Marini, che solo l'altro ieri aveva ritirato le dimissioni presentate dopo la bocciatura del bilancio di previsione e le spaccature interne alla maggioranza e che nelle prossime ore dovrebbe presentare una nuova giunta con solo 6 assessori rispetto ai 10 precedenti, e' stato interrogato per oltre 5 ore dal Pm Massimiliano Siddi. Lo stesso che lunedi' scorso ha ascoltato l'ex capogruppo Pdl alla Pisana Franco Fiorito in merito alle fatture gonfiate o completamente false, relative alle iniziative organizzate dal suo successore e nemico giurato Francesco Battistoni nella Tuscia e pagate con i fondi del gruppo consiliare.
L'indagine sul Vinitaly e' infatti confluita nel medesimo fascicolo, sempre piu' voluminoso, nato dalle faide interne al Pdl viterbese, che hanno finito per travolgere anche la Regione Lazio. Nella stessa inchiesta in tutto sono indagate 10 persone tra le quali tre funzionari regionali e tre dipendenti pubblici viterbesi. Il fascicolo si sta dipanando in almeno tre filoni principali: il primo e' quello che vede l'assessore Birindelli indagata per corruzione e tentata estorsione insieme con i giornalisti Paolo Gianlorenzo e Viviana Tartaglini, rispettivamente ex direttore del quotidiano L'Opinione di Viterbo e amministratrice della cooperativa che lo produceva.
L'indagine e' scaturita da una denuncia di Battistoni, secondo la quale la Birindelli avrebbe commissionato 18mila euro di inserzioni pubblicitarie sull'attivita' del suo assessorato, in cambio delle quali il quotidiano avrebbe orchestrato una campagna stampa contro il consigliere regionale. Il secondo e' scaturito da un'altra denuncia per diffamazione a mezzo stampa presentata dai legali di Battistoni e da due aziende viterbesi contro il solito Gianlorenzo che, il 14 settembre scorso, ha pubblicato su un sito web una decina di fatture relative alle spese sostenute da Battistoni. Fatture che, secondo il procuratore capo Alberto Pazienti, ''sono state evidentemente e grossolanamente alterate o completamente falsificate''. Gianlorenzo sostiene di averle pubblicate cosi' come gli sono state consegnate da qualcuno 'vicino' a Fiorito.
Quest'ultimo, durante l'interrogatorio cui lo ha sottoposto il Pm Siddi ha dichiarato di non aver consegnato alcunche' a Gianlorenzo, aggiungendo che le fatture da lui depositate alla procura della Repubblica di Roma, dove e' indagato per peculato, sono autentiche, al contrario di quelle pubblicate sul sito viterbese e su altri giornali.
''Sono stato ascoltato come indagato nell'ambito dell'inchiesta sul Vinataly 2011 - ha commentato Marini all'uscita dalla procura - ritengo di aver chiarito la mia posizione. E' stato un colloquio cordiale e sereno - ha aggiunto - ed ho risposto a tutte le domande che mi sono state poste. Finalmente mi sono tolto un dente''. Marini ha precisato di aver chiarito anche i contenuto di alcune intercettazioni telefoniche in possesso degli inquirenti. Stando a voci sempre piu' insistenti, anche i filone d'indagine in cui e' finito il sindaco Marini sarebbe scaturito dalle faide interne al Pdl, con tanto di dossieraggio, che hanno fatto quasi completamente evaporare il partito di maggioranza relativa a Viterbo e provincia.
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