

di Antimo Verde
VITERBO - L'ex comandante della compagnia dei carabinieri di Tuscania, Massimo Cuneo, racconta in aula davanti al gup la sua versione dei fatti.
Il militare, per sette anni alla guida del comando tuscanese, era stato arrestato l'11 febbraio 2015 su richiesta del pubblico ministero Paola Conti. Sottoposto ai domiciliari, era stato rimesso in libertà dopo un mese. Il capitano dell'Arma, trasferito dal 2014 al Nucleo antifrodi di Roma, era finito al centro delle indagini dalla procura viterbese per delle presunte ''soffiate'' ad alcuni imprenditori. Intercettato per altri motivi, si sarebbe tradito rivelando ad alcune aziende ''amiche'' degli imminenti controlli che stavano per subire. Abuso d'ufficio, truffa, falso, peculato e rivelazione di segreti d'ufficio le contestazioni mosse a suo carico.
Ieri mattina in tribunale, la difesa ha chiesto un rinvio per presunti errori materiali nella formulazione dei capi d'accusa da parte del pubblico ministero. Richiesta respinta dal giudice Savina Poli. L'ex comandante, presente in aula, ha chiesto quindi di essere ascoltato su tutti i punti dell'accusa. Nel pomeriggio l'udienza fiume a porte chiuse, durante la quale sono state ascoltate le intercettazioni e il capitano, interrogato, ha raccontato la sua verità.
L'udienza è stata rinviata al 31 ottobre per la discussione.
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