ANNO 16 n° 272
''Amici'' avvisati dell'arrivo dei controlli
12/02/2015 - 01:07

VITERBO – L’arresto del capitano Massimo Cuneo, ex comandate della compagnia carabinieri di Tuscania, è scaturito dalle pieghe di un’inchciesta molto più ampia, avviata dalla procura di Viterbo, relativa a reati contro la pubblica amministrazione.

Il nome dell'ufficiale dell'Arma, secondo quanto si è appreso, è emerso durante le indagini su alcune aziende i cui titolari sarebbero stati informati dalla stesso ufficiale dell'imminente controllo da parte dei carabinieri. Delle vere e proprie soffiate che avrebbe dato il tempo alle aziende di far sparire eventuali irregolarità. Soffiate che l'ufficiale avrebbe fatto sia quanto comandava la compagnia di Tuscania che successivamente, dopo il suo trasferimento al ministero delle politiche comunitarie, avvenuto lo scorso luglio. 

Durante la complessa attività investigativa condotta dalla guardia di finanza di Viterbo, su cui vige il massimo riserbo, sarebbero emerse le presunte responsabilità a carico del capitano Cuneo, nei confronti del quale sono stati ipotizzati i reati rivelazione di segreto d’ufficio e peculato. Quest'ultimo reato gli sarebbe stato contestato perché avrebbe usato illegalmente l'auto di servizio al di fuori della propria attività istituzionale. 

''Si tratta – spiega il comandante provinciale della guardia finanza, colonnello Alfonso Amaturo – di fatti direttamente connessi con l’attività di servizio del collega''.

L’arresto è stato eseguito ieri da finanzieri e carabinieri. Cuneo si trova ora agli arresti domiciliari presso la sua abitazione a Tuscania.

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