ANNO 16 n° 272
''Forse non ci
vogliono più?''
La rabbia degli 8 asili nido convenzionati per il taglio di fondi
04/08/2016 - 12:52

VITERBO - (i.m.) Lattanti e famiglie, l'asilo nido ve lo sceglie il Comune. Su 140 bambini al di sotto dei tre anni, soltanto i genitori di una cinquantina hanno potuto decidere dove portare i portare i propri figli a scuola: i restanti sono infatti stati ''costretti'' dal Comune di Viterbo ad andare all'asilo nido di Santa Barbara. 90 lattanti sono un po' troppi per una struttura da poco aperta, la cui capienza massima è 70 posti e inizialmente avviata per soli 20 bambini massimo. Tra l'altro manca da decidere chi la prenderà in gestione. 50 bambini, invece, sono troppo pochi da distribuire negli altri sette asili nido, comunali e privati, convenzionati con la Città dei Papi. Arriva per questo la loro protesta: diminuiscono i bambini quindi diminuisce il lavoro e bisognerà fare tagli al personale. Inoltre, i gestori dei nidi convenzionati accusano l'assessore ai Servizi sociali Alessandra Troncarelli di non aver rispettato la promessa fatta ad inizio anno, ovvero quella secondo cui il Comune avrebbe garantito libera scelta a tutte le famiglie di Viterbo.

Questa mattina i rappresentanti degli asili nido Arca dei bimbi, Giardino di infanzia, Bottega dei talenti, La Chioccia, Buon pastore, Milù e Pollicino 1 e 2 hanno esposto le loro ragioni, polemizzando sulla scelta dell'amministrazione comunale di convogliare la maggior parte dei lattanti nell'asilo nido di Santa Barbara.

''Non vogliamo accusare nessuno, ma è arrivato il momento di far sentire le nostre voci, ci sentiamo paralizzati – spiega il rappresentante dell’asilo Arca dei bimbi a Bagnaia, Emanuele Fioretti -. Il 5 marzo tutti gli asili nido convenzionati sono stati chiamati in consiglio comunale per rinnovare la convenzione che scadeva in quel mese. Con l’occasione l’assessore ai Servizi sociali, Alessandra Troncarelli, ci ha esposto un nuovo sistema per distribuire i bambini nei vari asili nido di Viterbo, cioè attraverso una graduatoria che presupponeva una libera scelta da parte dei genitori, e noi rappresentanti delle 8 strutture abbiamo dato il consenso. Quando le graduatorie si sono aperte abbiamo però iniziato a ricevere delle telefonate di genitori dispiaciuti che i posti nei nostri asili erano già al completo. Ma questo non era assolutamente vero''.

Continua: ''A nostra insaputa l’amministrazione comunale, venti giorni dopo il consiglio a cui avevamo partecipato ha votato due delibere di giunta, entrambe a nostro sfavore - continua Fioretti, portavoce delle istanze di tutti -. In una specialmente è stato deciso che parte dei fondi, ovvero 40 mila euro, destinati a ricoprire l’anno scolastico degli asili nido convenzionati sarebbero confluiti per aprire il nuovo nido comunale di Santa Barbara''.

Avere meno fondi significa, di fatto, inserire meno bambini in graduatoria da distribuire sugli 8 asili nido. Inoltre le 140 domande dei genitori vengono ripartite in modo non equo: 90 bambini andranno all’asilo nido Santa Barbara, che però ha una capienza massima di 60/70, e soltanto 50 in tutte le altre strutture. ''Il prossimo anno non potremo nemmeno contare sulle sostituzioni – aggiunge Fioretti -. Il Comune, con modalità ricattatorie, ha detto ai genitori ‘o scegliete Santa Barbara o niente’. Quindi molti hanno rinunciato alla graduatoria per non portare i propri figli ogni mattina dall’altra parte della città''.

Ma non c’è mai fine al peggi. ''A maggio, durante un’altra seduta consigliare – sottolinea -, è stato proposto dalla minoranza di far rientrare le 40 mila euro nel bilancio degli asili nido convenzionati, ma la maggioranza ha votato no. A questo punto ci chiediamo: ci vogliono far fuori? Capiamo che devono riempire i posti a Santa Barbara perché altrimenti non ricevono i contributi regionali, ma perché aprire un altro asilo in quella zona, così tanto grande, se già ce ne erano tre sufficienti alle richieste delle famiglie?''

I rappresentanti degli asili nido chiedono delle risposte a breve, soprattutto perché essendoci meno bambini, rispetto allo scorso anno, rischiano il posto almeno 3 educatrici per struttura. ''Se continua così il prossimo anno saremo costretti a chiudere e avrà vinto l’amministrazione comunale – conclude Emanuele Filetti -. Non vogliamo creare il ‘mostro Santa Barbara’, si può ancora recuperare. In fondo 40 mila euro per un Comune come Viterbo non sono poi così tante''. Basta volerli trovare. 

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