

SORIANO – Non è più sotto sequestro la villetta in contrada san Pietro, nelle campagne di Soriano, della famiglia Ribisi, dove è stato trovato impiccato con una cintura alla sponda del letto a castello Edoardo, di soli 11 anni.
I sigilli sono stati tolti sabato scorso, segno che per gli inquirenti non c’è necessità di eseguire ulteriori sopralluoghi nell’abitazione teatro di quella tragedia. Se si sia suicidato o sia morto per un gioco finito male, ancora oggi, in attesa dei risultati dell’autopsia, resta un mistero.
Al vaglio degli esperti restano anche i quaderni, i diari e i disegni dell’11enne per far luce su un movente che possa giustificare un qualche disturbo, anche se, a quell’età, resta difficile immaginarlo.
Aveva solo 11 anni Edo, così lo chiamavano tutti, e lunedì 25 maggio stava facendo i compiti quando la mamma è uscita insieme al figlio più piccolo per fare delle commissioni. Al rientro, intorno alle 19, la tragica scoperta: il corpo di Edoardo era senza vita, appeso a una cintura legata alla sponda del letto a castello della cameretta che divideva con il fratellino.
Era uno studente brillante Edo, anche troppo per la sua età. Tanto che sembra a scuola, la Pietro Vanni di Viterbo, si annoiasse giacché apprendeva prima dei suoi compagni le nozioni che, spesso, gli insegnanti erano costretti a ripetere per gli altri. Era brillante anche nello sport, faceva judo in una palestra del centro storico del capoluogo e a detta di chi lo aveva conosciuto aveva una propensione particolare per le discipline sportive più disparate.
Non sono da escludere le ipotesi del gioco finito in tragedia e quella della simulazione per soggezione, ma l’unica certezza per ora è che sul corpicino di Edo non ci fosse alcun segno di violenza, ecchimosi o tumefazioni sul corpo del bambino. Questo è l’elemento più significativo scaturito dall'autopsia eseguita dalla dottoressa Maria Rosaria Aromatario, dell'Istituto di medicina legale della Sapienza di Roma, su incarico del pubblico ministero Chiara Capezzuto, svolta al cimitero di Viterbo. Ma per la relazione finale dell'ispezione cadaverica ci vorrà ancora del tempo.
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