ANNO 16 n° 274
Bagnaccio, Palazzo dei Priori non rinnova pił la convenzione
L'associazione che gestiva il sito rimane di sasso, malcontento dei cittadini
14/07/2015 - 14:56

VITERBO - Bagnaccio, il Comune non rinnova la convenzione con l’associazione ''Per il Bagnaccio''. La questione è arrivata in consiglio comunale stamattina, attraverso un’interrogazione del consigliere di Fondazione Gianmaria Santucci. Lo stesso ha domandato al sindaco cosa sta accadendo e che decisioni saranno prese per il futuro.

Al momento si sa semplicemente che l’associazione non ha ottenuto la proroga della concessione da parte del Comune. La convenzione è infatti scaduta l’11 luglio scorso e Palazzo dei Priori ha comunicato nei giorni scorsi le proprie intenzioni ai titolari dell’associazione.

Una decisione maturata attraverso uno scambio epistolare tra Comune di Viterbo e ‘Per il Bagnaccio’. Prima una lettera, datata 22 maggio, dove l’amministrazione fa presente all’associazione che uno dei paletti della convenzione è quello dell’accesso gratuito delle persone all’area, cosa che per gli uffici comunali non sarebbe rispettata in quanto verrebbe richiesta una tessera ai frequentatori della zona termale.

Replicano dall’associazione, in data 8 giugno, sostenendo che non c’è alcun ingresso a pagamento. Al Comune viene spiegato che esiste una tessera ma che è su base volontaria. In pratica si fa presente che l’associazione garantisce l’accesso libero alle vasche, invitando i frequentatori a sottoscrivere, su base volontaria, una tessera per contribuire al mantenimento del sito.

Segue una lettera del Comune dove si comunica la decisione di non voler rinnovare la convenzione, che scade naturalmente l’11 luglio.

Il grande mistero rimane sul futuro del Bagnaccio. Che intenzioni ha Palazzo dei Priori? Verrà fatta una gara per l’affidamento? Nel pomeriggio di oggi dovrebbero arrivare ulteriori sviluppi. Intanto i frequentatori abituali del sito termale sono scesi sul piede di guerra: “Perché mettere fine a un’esperienza che ha funzionato bene in questi anni”; è la domanda che si fanno in diversi.

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