ANNO 16 n° 274
Asl, la nomina
di Macchitella ferma
in commissione
22/01/2014 - 15:53

VITERBO - La nomina di Luigi Macchitella a direttore generale della Asl di Viterbo bloccata in Commissione Sanità. A darne notizia è il consigliere regionale del Ncd Daniele Sabatini che ritiene necessario ''verificare la regolarità dei curricula e della situazione personale e giudiziaria dei singoli direttori generali''.

“Non è pensabile esprimere un parere senza esaminare gli atti che hanno portato alla designazione dei direttori. - scrive Sabatini - Sono state sollevate le cause di incompatibilità e inconferibilità con la carica di direttore generale del dottor Luigi Macchitella e della dottoressa Isabella Mastrobuono che andranno verificate in base alla più recente normativa anticorruzione. Come emerso oggi in commissione esiste - conclude il consigliere viterbese - più di una criticità che dovrà necessariamente essere chiarita”.

Ieri, il consigliere regionale e componente della Commissione Salute Fabrizio Sartori aveva reso nota una presunta irregolarità nella definizione della short list voluta dal presidente Nicola Zingaretti e nelle indicazioni dei direttori generali delle Asl.

“Il caso di Macchitella - scriveva nella nota - rientrerebbe in una fattispecie simile a quella denunciata per la dottoressa Mastrobuono indicata per Frosinone''. Secondo l'articolo 5, comma 1, del D.Lgs 39/2013 ''Gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle aziende sanitarie locali non possono essere conferiti a coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dal servizio sanitario regionale''.

Secondo quanto riferito da Santori, in base a dei documenti consegnati ai membri della VII commissione consiliere permanente, Machitella risulterebbe però aver avuto nel periodo compreso tra il primo gennaio 2011 e il 31 marzo 2013 un rapporto di lavoro con l’Icot di Latina. '' L'Istituto chirurgico ortopedico traumatologico - aveva detto - è a tutti gli effetti una struttura privata convenzionata con la Regione Lazio e per questo l’incarico, se le condizioni fossero confermate, risulterebbe anche in questo caso inconferibile”.

 

 

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