ANNO 16 n° 275
Violenza sessuale - Al via l'8 maggio il processo al presunto orco di Orte

VITERBO (f.l.) – Sarà processato con il rito ordinario il presunto ''orco'' di Orte. La prima udienza del dibattimento è stata fissata per l’8 maggio prossimo. Lo ha deciso ieri mattina il gip Franca Marinelli in sede di udienza preliminare.

L'operaio di Orte era stato arrestato nel marzo 2011 con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata sulla figlia della convivente. Gli abusi sarebbero iniziati nel 2008, quando la bambina aveva sei anni. L’imputato, presente ieri in aula, si trova nel carcere di Mammagialla da giorno del suo arresto. La misura cautelare della detenzione era stata infatti confermata durante l’interrogatorio di garanzia avvenuto il 30 marzo 2011.

Il pm aveva chiesto di procedere con rito immediato ma la difesa, gli avvocati Giuseppe Picchiarelli e Giuliano Migliorati, si era opposta avanzando la richiesta di rito abbreviato condizionato a un nuovo esame della vittima dei presunti abusi. Richiesta che il gip, ieri, sentito il pm Stefano D’Arma, ha rigettato. A questo punto la difesa ha chiesto e ottenuto il giudizio ordinario davanti al collegio al fine di ispezionare elementi che ad oggi sembrano ancora incerti.

Quello che non torna, per la difesa, è il rapporto conflittuale tra i due conviventi che, anche sulla base di una precisa ricostruzione cronologica dà luogo a dubbi sull’autenticità delle dichiarazioni fatte dalla bambina.

''Il 3 gennaio 2011 – ha spiegato l’avvocato Picchiarelli in udienza- il mio assistito coglie la convivente in chat con il presunto amante e caccia da casa donna e bambine (la figlia di lui, avuta da una precedente relazione e la figlia di lei, ndr). I carabinieri di Orte convincono poi l’uomo a riammetterle in casa. I primi di febbraio la donna tenta il suicidio e viene ricoverata a Belcolle per 24 ore. Pochi giorni dopo, precisamente il 6 febbraio, la donna affida una sua esternazione su facebook che dimostra la sua insofferenza ‘Molto presto libera’, con ben dodici ‘a’ finali’’.

''La donna, poi – ha continuato Picchiarelli - avrebbe incalzato la figlia, vittima dei presunti abusi, con domande a ripetizione circa il suo malessere. Dapprima la bambina non risponde, poi, ammette le violenze subite da Bonifazi. Ritengo che le affermazioni fatte dalla bambina, che tra l’altro circolavano in paese ancora prima della denuncia, avvenuta i 9 marzo dello scorso anno, siano state suggerite dalla convivente del mio assistito. Sarebbe stata, inoltre, la madre della compagna dell'imputato a convincere la figlia a sporgere denuncia. Elemento, quest’ultimo, che induce a pensare che la bambina sia stata costretta a fare quelle accuse”.

L’udienza d’apertura del processo, come detto, è stata fissata all’8 maggio prossimo. Per l’occasione, l’avvocato Picchiarelli, ieri anche in sostituzione dell’avvocato Migliorati, presenterà al collegio la richiesta di ammissione di una serie di testi. ''Speriamo e siamo certi – ha dichiarato – che il giudizio saprà fare chiarezza su alcuni elementi che sono davvero anomali, soprattutto in ordine all’etero direzione delle dichiarazioni della bambina’’.

In aula, sempre ieri, erano presenti l’imputato, la convivente e la presidentessa dell’associazione Erinna, Anna Maghi, costituitasi parte civile.

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