ANNO 16 n° 272
Il presunto orco di Orte resta in carcere
Il tribunale del Riesame si č riservato sulla richiesta di scarcerazione
29/06/2012 - 04:00

di Flavia Ludovisi

VITERBO - Il presunto orco di Orte, per ora, resta in carcere. I giudici del Riesame, infatti, si sono riservati sull’istanza avanzata dalla difesa (gli avvocati viterbesi Giuseppe Picchiarelli e Giuliano Migliorati) di sospensione o revoca della misura cautelare della detenzione a carico dell’operaio 40enne, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata sulla figlia della convivente. L’uomo si trova in carcere dal 27 marzo 2011, giorno dell’arresto. I presunti abusi sarebbero iniziati nel 2008, quando la bambina, figlia della compagna dell’operaio, aveva 6 anni.

Alle 16 di ieri pomeriggio i giudici del Riesame di Roma hanno comunicato il loro riserbo sulla scarcerazione dell’uomo. “Spero – spiega l’avvocato Picchiarelli – che si ponga presto fine alla misura del carcere che, allo stato attuale delle cose, non è dettata da nessuna delle esigenze illustrate dall’articolo 274 del codice di procedura penale ( che tratta appunto le circostanze che configurano la sussistenza delle misure cautelari, ndr)”. “Esigenze – continua il legale – che comunque, qualora dovessero essere riscontrate, sarebbero ad ogni modo salvaguardate attraverso l’obbligo di dimora a Orte, dato che né la ex compagna né la figlia vittima dei presunti abusi vivono più in paese”.

La decisione dei giudici, comunque, dovrebbe arrivare a breve. Tra pochi giorni, intanto, il 3 luglio prossimo per la precisione, la difesa interrogherà la convivente dell’uomo e sua figlia. Queste ultime, infatti, sono le prime 2 testimoni della lista che ne conta 14, tra parenti e residenti a Orte, presentata dagli avvocati del presunto orco nel corso dell’udienza che si è svolta lo scorso 8 maggio. Il collegio, i giudici Gaetano Mautone, Eugenio Turco e Rita Cialoni, ascolterà due testi per ogni capitolo e, per prime, la ex compagna e la figlia. La testimonianza della bambina, che oggi ha dieci anni, verrà monitorata da un consulente tecnico, la dottoressa Simonetta Taucci.

Per gli avvocati della difesa l’ascolto dei testimoni sarà determinante, perché farà chiarezza su alcuni aspetti incerti della vicenda. Le anomalie, sempre per la difesa, riguarderebbero il rapporto conflittuale dei due conviventi che, anche sulla base di una precisa ricostruzione cronologica, darebbe luogo a dubbi sull’autenticità delle dichiarazioni fatte dalla bambina.

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