

di Flavia Ludovisi
VITERBO – Si svolgerà questa mattina a porte chiuse il processo al presunto orco di Orte, arrestato a marzo 2011 e accusato di violenza aggravata e continuata per aver abusato sessualmente della figlia della convivente. Gli abusi sulla bambina sarebbero iniziati nel 2008 quando questa aveva sei anni. L'udienza è stata rimandata già due volte, una a gennaio e una a febbraio per il maltempo.
Il gip Franca Marinelli deciderà questa mattina, 16 marzo, se accogliere o meno la richiesta di revoca della misura cautelare in carcere per l’uomo, presentata dagli avvocati Giuseppe Picchiarelli e Giuliano Migliorati, confermata durante l’interrogatorio di garanzia il 30 marzo 2011.
L’uomo, un 40enne operaio di Orte, era stato arrestato dagli uomini della Squadra mobile di Viterbo coordinata da Fabio Zampaglione il 27 marzo del 2011 a seguito delle denunce della convivente, una donna rumena arrivata in Italia pochi anni fa, che aveva notato strani comportamenti della propria figlia, nata da un precedente matrimonio.
Preziosa ai fini delle indagini fu la collaborazione con le volontarie dell’associazione contro la violenza sulle donne “Erinna’’, cui l’immigrata si era rivolta dopo aver notato un continuo e crescente malessere nella figlia e aver raccolto le sue sconvolgenti confidenze. Racconti che le volontarie di Erinna avevano riportato agli agenti della sezione speciale contro la violenza sui minori della Squadra mobile di Viterbo.
Dalle indagini era emerso che gli abusi, iniziati nel 2008, erano avvenuti quasi tutti in casa quando la madre della bambina era assente. E si trattava di episodi estremamente turpi, tanto che la bambina durante le interrogazione era stata più volte sopraffatta dalla commozione e, non riuscendo più a parlare, si avvaleva di disegni per illustrare le brutalità cui veniva sottoposta.
A completare il quadro delle prove a carico dell'uomo arrestato hanno contribuito anche le testimonianze della pediatra che aveva in cura la piccola e di un'assistente sociale che si occupava della madre, le quali hanno deciso di avvalersi del supporto del servizio di psicologia della Ausl di Viterbo e precisamente del dottor Morucci.
Accolta l’ordinanza di custodia cautelare dal gip Salvatore Fanti, per il presunto orco di Orte, che avrebbe precedenti penali per altri reati, si erano aperte le porte del carcere di Mammagialla dopo esser stato prelevato sul posto di lavoro.
Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Fanti, avvenuto nel penitenziario viterbese il 30 marzo del 2011, il presunto orco ha respinto le accuse dichiarando la sua innocenza, negando di aver abusato per tre anni consecutivi della figlia della convivente, che oggi ha dieci anni. L’uomo avrebbe spiegato, infatti, come, negli ultimi tempi, i rapporti con la compagna fossero tesi, mentre sarebbero stati ottimi quelli con la piccola.
Gli avvocati del 40enne, Picchiarelli e Migliorati, avevano poi presentato l’istanza di revoca della misura cautelare in carcere per 'insussistenza' delle detenzione carceraria e avevano chiesto il giudizio abbreviato. Il gip Franca Marinelli deciderà oggi a porte chiuse se accogliere o meno la richiesta.
La bambina è assistita dall’avvocato Cipriana Contu, mentre l’associazione Erinna è rappresentata dall’avvocato Laura Menghini.
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