

Una folla commossa ha partecipato ai funerali di Piermaria Paoloetti, il giovane biologo morto in Bolivia mentre eseguiva una ricerca scientifica. La cattedrale di Nepi era stracolma e molta gente è dovuta rimanere all'esterno.
Il rito funebre è stato officiato dal vescovo della diocesi di Civita Csstellana, monsignor Romano Rossi, che ha esortato gli abitanti a rimare vicina alla famiglia Paoletti, così duramente colpita.
La salma di Piernaria era arrivata a Nepi sabato sera, intorno alle 22,30 era era stata esposta nella camera ardente allestita nella chiesa di San Pietro. Subito dopo si è tenuta una veglia funebre.
Il rientro della salma in Italia dalla Bolivia, invece, era avvenuto alle 17, all'aeroporto di Fiumicino. Ad attenderla c'erano i genitori, il padre Gianpietro, ex ufficiale dell'Esercito, la madre Francesca Fantarone, il fratello, la sorella e un gruppo di amici.
L'incidente che è costato la vita al giovane biologo, impegnato in una ricerca scientifica nella foresta tropicale, è avvenuto vicino a San Jose' de Chiquitos, nella parte orientale del paese sudamericano. Un grosso tronco d’albero schiantandosi al suolo, lo ha colpito in pieno uccidendolo all’istante. il suo cadavere è stato poi trasportato nell'obitorio di Santa Cruz de la Sierra, dove i genitori, accompagnati dalla fidanzata boliviana di Piermaria e assistiti dal consolato italiano, hanno eseguito il riconoscimento ufficiale e hanno svolto il complesso iter burocratico per il rimpatrio della salma.
Il giovane era stato più volte in Bolivia,dove viveva la fidanzata, e considerava la grande foresta una sorta di paradiso terrestre, la cui salvagurdia era diventata la missione della sua vita.