

E' atterrato alle 17 all'aeroporto di Fiumicino l'aereo proveniente dalla Bolivia con a bordo la salma di Piermaria Paoletti, il biologo di 27 anni, residente a Nepi, morto nella foresta boliviana il 14 settembre scorso mentre era impegnato in una ricerca scientifica.
Il giovane è stato travolto e ucciso da un grosso tronco d'albero che, schiantandosi al suolo, lo ha colpito in pieno non lasciandogli scampo.
Ad attenderla c'erano i genitori, il padre Gianpietro, ex ufficiale dell'Esercito, la madre Francesca Fantarone, il fratello, la sorella e un gruppo di amici.
Nel tardo pomeriggio la bara con il corpo del giovane biologo sarà esposta nella camera ardente allestita nella chiesa di San Pietro a Nepi. In serata ci sarà una veglia funebre.
Domani alle 15, nelle cattedrale del paese, saranno celebrati i funerali dal vescovo della diocesi di Civita Castellana, monsignor Romano Rossi.
L'incidente che è costato la vita al giovane biologo, è avvenuto vicino a San Jose' de Chiquitos, nella parte orientale del paese. Il suo cadavere è stato poi trasportato nell'obitorio di Santa Cruz de la Sierra, dove i genitori, accompagnati dalla fidanzata boliviana del figlio e assistiti dal consolato italiano, hanno eseguito il riconoscimento ufficiale e hanno svolto il complesso iter burocratico per il rimpatrio della salma.