

VITERBO - Tar de Lazio sospende i trasferimenti dei rifiuti di Roma voluta dal ministro all'Ambiente Corrado Clini.
Stop, perciò, al trasferimento della spazzatura della Capitale nei quattro impianti individuati dal commissario Goffredo Sottile che sono quelli di Viterbo, Albano laziale (Roma), Colfelice e Castelforte (Latina).
Secondo i giudici i singoli provvedimenti e il decreto ministeriale sul tema dei rifiuti 'risultano essere stati adottati sul presupposto di una ritenuta grave criticità circa l'intero ciclo di gestione dei rifiuti nella Capitale, ma non sembrano contemplare quella vera e propria situazione di emergenza ambientale che è stata invece invocata in giudizio dalla difesa dell'Amministrazione al fine di giustificare la loro adozione''.
Il Tar sottolinea anche l'esistenza di 'carenze e contraddittorietà' nel decreto del ministro e del Commissario per l'emergenza rifiuti 'che non consentono, allo stato, di individuare profili di coerenza, utilità e ragionevolezza delle misure adottate in relazione all'interesse pubblico dichiaratamente perseguito'. Il passaggio finale è che i giudici hanno bloccato i decreti sollecitando un 'successivo riesame dell'intera questione da parte degli organi competenti'.
In ottemperanza al decreto del ministro all'Ambiente Clini, il 15 gennaio scorso il commissario Goffredo Sottile aveva individuato i quattro impianti per trattare i rifiuti indifferenziati di Roma, Fiumicino, Ciampino e Stato del Vaticano.
La sentenza definitiva del Tar del Lazio è prevista per il 6 giugno.
Intanto il ministro dell’ambiente ha annunciato che ricorrerà al Consiglio di Stato inviando tutto alla Procura di Roma. Clini definisce la decisione del Tar incomprensibile e ribadisce lo stato di emergenza qualora i rifiuti romani non venissero trattati negli stabilimenti laziali sottolineando come le analisi del Noe possano “essere contestati solo attraverso una querela di falso”. “Non posso credere – ha dichiarato - che il Tar abbia consapevolmente deliberato di proseguire in una pratica sanzionata da una procedura di infrazione comunitaria e contraria alla legge'.
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