ANNO 16 n° 259
Marini: ''Alzeremo le barricate per impedire lo smaltimento nella Tuscia''
Rifiuti - Il sindaco di Viterbo boccia l'idea del ministro dell'Ambiente Clini
30/12/2012 - 13:00

VITERBO - “Faremo le barricate, blocchi stradali, manifestazioni di piazza e quant’altro riterremo utile qualora venga deciso di far smaltire i rifiuti di Roma nella nostra discarica”. Così il sindaco di Viterbo Giulio Marini replica al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ieri, in un’intervista a Repubblica ha ipotizzato che parte dei rifiuti della Capitale potrebbero essere inviati nel resto del Lazio anziché all’estero.

“Io sono un moderato – ha aggiunto Marini -, ma a tutto c’è un limite. Viterbo già sopporta da anni l’arrivo dei rifiuti della provincia di Rieti, che riducono notevolmente la nostra autonomia, costruita con sacrifici e investimenti pesanti. Non permetteremo a nessuno, nemmeno al governo tecnico che ci ha già scippato l’aeroporto, di sfruttare i nostri impianti, rischiando di far pagare a noi l’incapacità di dotare Roma di una discarica alternativa a Malagrotta”.

Il ministro Clini ha dichiarato che “i rifiuti di Roma si potranno portare in tutta la regione. Perché da una prima mappatura risulta che il complesso degli impianti di trattamento meccanico biologico del Lazio è utilizzato solo al 55%. Ciò Vuol dire che c’è un’importante potenzialità, che rende superfluo il trasferimento dei rifiuti all’estero”.

“Clini – sottolinea Marini – non si rende conto che portando i rifiuti di Roma a Viterbo, forse riuscirebbe a risolvere nel breve l’emergenza della Capitale, ma non si rende conto, o finge di non rendersi conto, che in pochi mesi manderebbe in tilt il nostro sistema. E noi non lo permetteremo. Vieteremo il transito dei mezzi carichi di rifiuti, organizzeremo presidi, petizioni, manifestazioni finché non la spunteremo”.

Infine, il sindaco di Viterbo auspica che tutte le forze politiche, sindacali, imprenditoriali e le associazioni aderiscano alla mobilitazione che dovesse rendersi necessaria per impedire una nuova “colonizzazione” del Viterbese. “La nostra – conclude Marini - è una terra di agricoltura, turismo, termalismo e cultura. Non permetteremo a un Clini qualsiasi di farne carne da macello”.

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