ANNO 16 n° 273
Studentesse stuprate, si cerca la verità
Perplessità sulle ricostruzioni delle ragazze e dei presunti aguzzini

VITERBO – Cosa è successo all’alba di domenica 30 settembre in quel bosco tra Bolsena e Montefiascone? Due ragazze di sedici e diciassette anni sono state abusate a turno da cinque ragazzi tra i venti ed i ventidue anni (quattro risiedono ad Acquapendente, uno ad Onano). Questa la denuncia presentata lunedì mattina ai carabinieri dalle presunte vittime e finite sulla scrivania del sostituto Fabrizio Tucci.

Ora, a fronte di un’accusa pesantissima, il magistrato non ha spiccato alcun mandato di arresto, ma solo iscritto i cinque sul registro degli indagati. Circostanza che conferma come i contorni dell’intera vicenda siano tutt’altro che chiari. Le due ragazze (una russa, l’altra norvegese), ospiti “alla pari” per motivi di studio presso due famiglie di Acquapendente, sabato sera erano uscite di casa e, con un taxi, avevano raggiunto una discoteca del capoluogo di Tuscia.

All’uscita (era ormai l’alba di domenica) vengono agganciate dai cinque ventenni che offrono loro un passaggio per far ritorno a casa; accettano di buon grado e salgono in auto. (Sono in sette). Dopo una manciata di chilometri, giunti in un boschetto, il conducente della macchina devia per un via di campagna e tira il freno a mano. A turno, i cinque abusano delle due. Questa la ricostruzione delle due studentesse. Che è totalmente opposta a quella data dai cinque ragazzi in sede di interrogatorio davanti al pm. “E’ vero che abbiamo dato loro un passaggio, ma non le abbiamo violentate: erano consenzienti”, hanno sostenuto.

Gli esami medici, cui le due straniere sono state sottoposte, hanno confermato rapporti sessuali e refertato alcune escoriazioni sulle gambe delle due straniere.

Stando a quanto si è appreso, inoltre, nel frattempo, sembra che gli inquirenti abbiano già preso possesso dei filmati realizzati dalla telecamere a circuito chiuso presenti nella piazza principale di Acquapendente che mostrerebbero chiaramente i sette giovani scendere dalla vettura.

Facebook Twitter Rss