ANNO 16 n° 273
Presunti stupro, no del Riesame all'arresto degli indagati
Restano in libertà i cinque giovani denunciati dalle studentesse straniere
26/03/2013 - 04:01

VITERBO – No del Tribunale del Riesame di Roma all’arresto dei 5 ventenni accusati di aver stuprato in gruppo 2 ragazze stranieri, minorenni, la notte del 30 settembre, in un bosco vicino a Montefiascone. E’ stato così respinto il ricorso del pubblico ministero Fabrizio Tucci contro il provvedimento con il quale il Gip Francesco Rigato aveva rigettato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei 5 presunti stupratori, 4 di Acquapendente e uno di Onano. La procura della Repubblica, una volta esaminati i motivi della decisione dei giudici del Riesame, valuterà se presentare un ulteriore ricorso in Cassazione.

Tra l’altro, lo stesso Gip, l’8 marzo scorso, aveva rigettato anche la richiesta di incidente probatorio, con il quale l’accusa avrebbe voluto far interrogare subito le due minorenni, una russa di 16 anni e una norvegese di 17, al fine di utilizzare le loro deposizione nell’eventuale processo a carico dei 5 ragazzi.

Due passaggi che dimostrano la complessità del caso ed evidenziano i lati nebulosi che lo contraddistinguono. A cominciare dalle dichiarazioni contraddittorie delle stesse ragazze. Una di loro, la norvegese, infatti, avrebbe dichiarato che l’altra, la russa, sarebbe stata consenziente. Secondo il Gip prima e il RIesame poi, non sarebbe dirimente, come invece sostiene la procura, nemmeno il fatto che il mattino stesso, la ragazza russa abbia informato su Facebook i suoi amici di essere stata violentata. A rendere ulteriormente complicato l’accertamento della verità, inoltre, c’è il fatto che le due minorenni sono rientrate nei rispettivi paesi d’origine e che difficilmente torneranno in Italia per essere interrogate.

Secondo la denuncia presentata dalle 2 studentesse, lo stupro di gruppo, sarebbe avvenuto tra le 5 e le 8 del mattino in un bosco vicino a Montefiascone. Le ragazze, studentesse, ospiti “alla pari” presso 2 famiglie di Acquapendente, intorno alle 4,30, all’uscita da una discoteca, chiesero un passaggio ai 5 ragazzi, alcuni dei quali di loro conoscenza in quanto abitano nello stesso paese. Durante il viaggio di ritorno, superato Montefiascone, il conducente dell’auto si sarebbe fermato in un boschetto e lì, a turno, lui e i suoi amici le avrebbero violentate. Circostanza, quest’ultima, sempre negata dai giovani.

Dopo alcuni mesi di indagini, la procura, ritenendo di aver raccolto prove sufficienti a dimostrare la responsabilità degli indagati, chiese il loro l’arresto , ma il Gip la rigettò in quanto non ravvisò gli estremi per la carcerazione preventiva. Il provvedimento fu impugnato dal Pm davanti al tribunale del Riesame. Ieri, infine, a un mese e mezzo di distanza dall’udienza, avvenuta l’8 febbraio scorso, il responso dei giudici che hanno confermato il ''no'' all’arresto, accogliendo la tesi dei difensori degli indagati.

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