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Mancinelli: ''Nella Tuscia un risultato al di sopra delle previsioni' Egidi: ''Cuperlo ci ha messo la faccia, i nostri ragazzi pure'' Calcagnini: ''Senza i moderati Viterbo non si può governare''
VITERBO - Ad un certo punto della sera - urne ancora calde, risultati ancora scottanti - Martina Michella, con l'entusiasmo dei suoi 24 anni, la butta là: 'Andiamo tutti a Firenze'. A festeggiare, nella città di Lorenzo il Magnifico, il trionfo del sindaco Matteo. Giustificatissime follie renziane, nella notte delle primarie che hanno consacrato Renzi nuovo segretario del Partito democratico. Una notte che, a parte gli slanci autostradali, si conclude con un messaggio condiviso tra le parti in causa, e mutuato dalla dichiarazione del padre nobile Romano Prodi: 'Adesso è il momento di fare squadra'.
Già, perché come scrive Francesco Piccolo, 'invece di votare ogni anno alle primarie preferirei vincere una volta le elezioni'. E allora, dopo le pacche sulle spalle e le congratulazioni, la prossima fermata si chiama Palazzo Chigi, senza larghe intese.
Dice Sandro Mancinelli (uno dei renziani, insieme a Silvia Capotosti e Paolo Aleandri, oltre alla cuperliana Melissa Mongiardo, eletti all'assemblea nazionale): 'E' un grande risultato, dal quale ovviamente derivano grandi responsabilità. A livello complessivo, ma anche sul piano locale, dove ci aspettavamo sì un risultato positivo, ma che, rapportato all'esito dei congressi comunali e provinciale, acquisisce ancora maggiore rilevanza. Erano partite diverse, d'accordo, ma l'affermazione nella Tuscia è notevole: d'altronde nella fase locale ci siamo trovati stretti in equilibri di partito sempre più stretti, invece con le primarie nazionali abbiamo sfondato tra la gente, la cittadinanza, dove il nostro messaggio è riuscito a passare meglio e in modo debordante'. Ma chi sono, gli elettori di Renzi? Saranno mica fioroniani mascherati, quinte colonne o burloni di turno. No, Mancinelli è sicuro: 'Ci hanno votato le persone che credono davvero nel cambiamento, ci ha votato il popolo delle primarie. Anche perché questa poteva essere davvero l'ultima occasione utile per cambiare le cose. Adesso tocca allo stesso Matteo usare nel modo migliore tutta questa forza'.
Il segretario proviciale Andrea Egidi, riconfermato a furor di popolo appena un mese fa, prende atto: 'Siamo di fronte ad un'affermazione nettissima di Renzi, al di là delle aspettative anche nella Tuscia. E' anche l'ultima conseguenza, la fine, di una segreteria Bersani segnata da tanti passaggi a vuoto, dalla sconfitta alle elezioni politiche alla figuraccia per il voto del presidente della Repubblica fino al Governo delle larghe intese. Sono soddisfatto dalla partecipazione, massiccia e che ha smentito tutte le paure della vigilia. Ci auguriamo adesso che Renzi faccia il segretario a tempo pieno e che rilanci l'iniziativa del partito. Da domani è un'altra storia'. E Cuperlo, che Egidi sosteneva, seppure col distacco istituzionale che gli impone il ruolo? 'E' oltre il risultato nazionale, e questo è merito del nostro lavoro sul territorio, e di un comitato di giovani che ringrazio con tutto il cuore. E dimostra che la parte sinistra del partito è ricostruita, anche grazie a Cuperlo e alle persone che nonostante tutto ci hanno messo la faccia'.
Ultimi - ma non certo per ragioni di importanza, visto che in fondo qui sono loro i veri protagonisti delle Primarie - ecco i popolari. I fioroniani, insomma. L'analisi del segretario dell'unione comunale, Stefano Calcagnini, non risparmia accuse e messaggi più o meno velati: 'Nel 2009, alle Primarie tra Bersani e Franceschini, a Viterbo città votarono 4500 persone. Oggi ci siamo fermati a 2500, con un calo del 40 per cento. Cosa vuol dire? Che se si cerca di marginalizzare la componente popolarte e moderata, non facendola sentire rappresentata da un candidato, questa diserta le urne, oppure viene attratta da Renzi, che ha attinto a questo bacino di voti. Allo stesso Renzi faccio gli auguri di buon lavoro: è una novità assoluta'. E il risultato di Civati a Viterbo città? Secondo assoluto, vuoi vedere che altri voti popolari sono finiti proprio sul brianzolo Pippo? 'E' un risultato inaspettato - si smarca Calcagnini . che conferma ulteriormente che senza l'area popolare sarebbe impossibile governare la città: Sposetti, Egidi, Mazzoli e Panunzi, a Viterbo, sono arrivati terzi perché Viterbo è moderata'. Ripercussioni sulle alleanze, magari in Comune? 'Assolutamente no', conclude Calcagnini.
VITERBO - Ad un certo punto della sera - urne ancora calde, risultati ancora scottanti - Martina Michella, con l'entusiasmo dei suoi vent'anni anni, la butta là: ''Andiamo tutti a Firenze''. A festeggiare, nella città di Lorenzo il Magnifico, il trionfo del sindaco Matteo. Giustificatissime follie renziane, nella notte delle primarie che hanno consacrato Renzi nuovo segretario del Partito democratico. Una notte che, a parte gli slanci autostradali, si conclude con un messaggio condiviso tra le parti in causa, e mutuato dalla dichiarazione del padre nobile Romano Prodi: ''Adesso è il momento di fare squadra''. Già, perché come scrive Francesco Piccolo, ''invece di votare ogni anno alle primarie preferirei vincere una volta le elezioni''.
E allora, dopo le pacche sulle spalle e le congratulazioni, la prossima fermata si chiama Palazzo Chigi, senza larghe intese. Dice Sandro Mancinelli (uno dei renziani, insieme a Silvia Capotosti e Paolo Aleandri, oltre alla cuperliana Melissa Mongiardo, eletti all'assemblea nazionale): ''E' un grande risultato, dal quale ovviamente derivano grandi responsabilità. A livello complessivo, ma anche sul piano locale, dove ci aspettavamo sì un risultato positivo, ma che, rapportato all'esito dei congressi comunali e provinciale, acquisisce ancora maggiore rilevanza. Erano partite diverse, d'accordo, ma l'affermazione nella Tuscia è notevole: d'altronde nella fase locale ci siamo trovati stretti in equilibri di partito sempre più angusti, invece con le primarie nazionali abbiamo sfondato tra la gente, la cittadinanza, dove il nostro messaggio è riuscito a passare meglio e in modo debordante''. Ma chi sono, gli elettori di Renzi? Saranno mica fioroniani mascherati, quinte colonne o burloni di turno. No, Mancinelli è sicuro: ''Ci hanno votato le persone che credono davvero nel cambiamento, ci ha votato il popolo delle primarie. Anche perché questa poteva essere davvero l'ultima occasione utile per cambiare le cose. Adesso tocca allo stesso Matteo usare nel modo migliore tutta questa forza''.
Il segretario proviciale Andrea Egidi, riconfermato a furor di popolo appena un mese fa, prende atto: ''Siamo di fronte ad un'affermazione nettissima di Renzi, al di là delle aspettative anche nella Tuscia. E' anche l'ultima conseguenza, la fine, di una segreteria Bersani segnata da tanti passaggi a vuoto, dalla sconfitta alle elezioni politiche alla figuraccia per il voto del presidente della Repubblica fino al Governo delle larghe intese. Sono soddisfatto dalla partecipazione, massiccia e che ha smentito tutte le paure della vigilia. Ci auguriamo adesso che Renzi faccia il segretario a tempo pieno e che rilanci l'iniziativa del partito. Da domani è un'altra storia''. E Cuperlo, che Egidi sosteneva, seppure col distacco istituzionale che gli impone il ruolo? ''E' oltre il risultato nazionale, e questo è merito del nostro lavoro sul territorio, e di un comitato di giovani che ringrazio con tutto il cuore. E dimostra che la parte sinistra del partito è ricostruita, anche grazie a Cuperlo e alle persone che nonostante tutto ci hanno messo la faccia''.
Ultimi - ma non certo per ragioni di importanza, visto che in fondo qui sono loro i veri protagonisti delle Primarie - ecco i popolari. I fioroniani, insomma. L'analisi del segretario dell'unione comunale, Stefano Calcagnini, non risparmia accuse e messaggi più o meno velati: ''Nel 2009, alle Primarie tra Bersani e Franceschini, a Viterbo città votarono 4500 persone. Oggi ci siamo fermati a 2500, con un calo del 40 per cento. Cosa vuol dire? Che se si cerca di marginalizzare la componente popolarte e moderata, non facendola sentire rappresentata da un candidato, questa diserta le urne, oppure viene attratta da Renzi, che ha attinto a questo bacino di voti. Allo stesso Renzi faccio gli auguri di buon lavoro: è una novità assoluta''. E il risultato di Civati a Viterbo città? Secondo assoluto, vuoi vedere che altri voti popolari sono finiti proprio sul brianzolo Pippo? ''E' un risultato inaspettato - si smarca Calcagnini . che conferma ulteriormente che senza l'area popolare sarebbe impossibile governare la città: Sposetti, Egidi, Mazzoli e Panunzi, a Viterbo, sono arrivati terzi perché Viterbo è moderata''. Ripercussioni sulle alleanze, magari in Comune? ''Assolutamente no'', conclude Calcagnini.