ANNO 16 n° 274
Provincia - Meroi: ''Fallimento politico''
Prosegue la guerra nel Pdl, altro stop al presidente del consiglio

VITERBO – “Questa amministrazione, sul piano politico, è stato un fallimento”. Prima il capogruppo del Pdl Mantuano e poi lo stesso presidente Marcello Meroi hanno ammesso che lo spettacolo messo in scena a Palazzo Gentli negli ultimi 19 mesi dal centrodestra è stato osceno. Entrambi hanno tentato di indorare la pillola affermando, peraltro senza troppa convinzione, che sul piano amministrativo le cose sarebbero andate meglio. C’è da capirli… Sta di fatto, però, che neanche oggi in Via Saffi è stato eletto il presidente del consiglio.

I consiglieri del Pdl, che ieri pomeriggio si erano riuniti per cercare di districare la matassa, questa mattina tramite il loro capogruppo Mantuano hanno fatto sapere di non aver trovato un sintesi politica che mettesse d'accordo il partito, quindi, non sono riusciti a formulare una candidatura per il successore di Camilli. Siccome, però, già c'era stato un rinvio sulla nomina durante l'ultima seduta, i consiglieri hanno dovuto per forza votare un nome ed ecco il valzer delle candidature impossibili.

Mantuano, infatti, si è ''immolato'' per la causa e, chiedendo alla maggioranza di astenersi sul suo nome, si è fatto avanti. Risultato: Pdl e Udc si sono astenuti, Pd e Idv si sono espressi in modo contrario. A questo punto è stato il turno dell'opposizione che ha proposto per la carica di presidente Piero Camilli, colui che si era dimesso proprio da questo ruolo. Risultato: Pdl e Udc si sono astenuti, Pd e Idv si sono espressi in modo favorevole.

Un nulla di fatto, quindi, che rimanda tutto al prossimo consiglio provinciale, quello del 13 ottobre.

Durante la seduta di oggi, inoltre, il presidente Meroi, replicando all’opposizione che sollecitava le sue dimissioni, ha risposto che, al momento, non ci pensa nemmeno. L’ipotesi potrebbe essere presa in considerazione solo se gli dovesse mancare il sostegno politico di una parte del suo partito, il Pdl, e se la coalizione con l’Udc dovesse implodere.

Infine, ha spiegato che la revoca delle deleghe ai quattro assessori Pdl, Bianchini, Equitani, Simeone e Fraticelli (nessuno di loro presente in sala), non rappresenta affatto una bocciatura del loro operato amministrativo, ma è finalizzata esclusivamente a favorire un chiarimento all’interno del Pdl.

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