

VITERBO - Alla richiesta avanzata dal capogruppo del Pdl Gianluca Mantuano di astenersi nel votare il presidente del consiglio, la maggioranza ha riposto compotta: sia gli esponenti del Popolo della Libertà che l'Udc, infatti, non hanno fatto alcun nome. Ma fra gli esponenti dell'Unione di Centro comincia a serpeggiare il malcontento per una situazione di stallo che si sta trascinando ormai da troppo tempo.
Proprio uno dei consiglieri dell'Udc, Felice Casini, nel prendere la parola prima di procedere alle operazioni di voto ha infatti parlato di un ''forte disagio'' per quanto sta accadendo. ''Per spirito di maggioranza mi asterrò - ha dichiarato - ma non sono più disposto a venire in consiglio a votare scheda bianca e a continuare a rimandare. Ho timore che questo persistente stato di litigiosità presente all’interno del Pdl possa distogliere l’attenzione della politica e dell’Amministrazione provinciale dai problemi reali che affliggono il nostro territorio. Per questo, invito i colleghi del Pdl a trovare quanto prima un accordo sul nuovo presidente che possa permettere di proseguire nel migliore dei modi il nostro lavoro, altrimenti diventerebbe allo stesso tempo superfluo presentarsi alle sedute del consiglio provinciale''.
Anche Alfio Meraviglia, sempre in forza Udc, ha elogiato Meroi per il coraggioso gesto di revocare le deleghe, per dare una scossa a questa paralisi politica.
Dal canto suo, invece, l'opposizione ha chiesto più volte di procedere con l'elezione del presidente, una ''priorità'' come l'ha definita il capogruppo del Pd Federico Grattarola. ''Questo nodo politico tutto interno al Pdl deve essere sciolto - ha affermato il sindaco di Vignanello - altrimenti si va avanti per inerzia, perché il problema si rispecchia per forza sulla gestione amministrativa della Provincia. La gente ha bisogno di certezze ed i soli buoni propositi non servono a nulla''.
''Oggi assistiamo sbigottiti all’ennesimo smacco delle istituzioni - ha aggiunto Grattarola -. Con fare grossolano e irriverente si è dato l’ennesimo colpo al consesso sacro che è rappresentato dal Consiglio Provinciale, ma soprattutto si è, nuovamente, persa un’occasione per iniziare a concentrarsi sulla progettualità e sulla concretezza dei temi, dei problemi e per dire finalmente basta ai deprimenti veti incrociati che svelano tutta la pochezza della politica. Una Politica cieca che, anziché caricarsi di responsabilità e cercare soluzioni ai problemi, tanti, che tormentano le comunità , rischia di imitare l’orchestra del Titanic che proseguiva con la sua musica mentre la nave stava affondando''.
''Dobbiamo votare un nome - ha poi incalzato Angelo Cappelli (Pd) -, solo così si potrà andare avanti. Se aspettiamo che la candidatura ci venga proposta o imposta dall'esterno, allora non si deve dimettere solo il presidente Meroi, ma tutti noi dobbiamo andarcene''.