

Non doveva davvero farcela più Marcello Meroi se, abbandonata la sua proverbiale pazienza, da alcuni giudicata al limite della pavidità, ha deciso di cacciare, almeno per il momento, i quattro assessori Pdl della sua giunta: Paolo Equitani (Ambiente), Franco Simeone (Agricoltura), Giuseppe Fraticelli (Cultura) e Paolo Bianchini (Politiche sociali).
Quattro assessori sì del Pdl, ma diversa provenienza e da sempre l'uno contro l'altro armato. Equitani e Simeone, entrambi ex Dc, provengono da Forza Italia, ma da due correnti talmente opposte da potersi definire nemiche. Equitani infatti appartiere alla cordata che fa capo al sindaco di Viterbo Giulio Marini, mentre Simeone è recentemente passato, armi e incarichi, nelle file dei cosiddeti - o sedicenti - 'quarantenni'. Freticelli, anch'egli ex Dc, invece, appartiene alla compagine dei Popolari di Giovanardi. Bianchini, infine, arriva dal Msi ed è stato uno dei fondatori dei 'quarantenni'.
Meroi ha detto a tutti che non intende riassegnare le deleghe finché il Pdl, che è anche il suo partito, non avrà deciso chi lo dovrà rappresentare in giunta. In pratica il presidente ha deciso che i suoi interlocutori non dovranno più essere le varie correnti ma i vertici del partito. Altrimenti, tutti a casa. Lo stesso discorso Meroi lo ha fatto per la poltrona del presidente del Consiglio provinciale, sulla quale si sono scatenete una serie di pretese fameliche dopo l'abbandono di Piero Camilli.