ANNO 16 n° 275
Provincia - Consiglieri Pdl in Conclave
Meroi ha chiesto loro di indicare quattro assessori e il presidente del consiglio,
ma la scelta č pesantemente condizionata dall'imminente congresso del partito
05/10/2011 - 16:55

VITERBO – “Avete a disposizione quattro posti da assessore e uno da presidente del consiglio. Riunitevi in Conclave e non uscite finché non avrete individuato i nomi ai quali assegnare gli incarichi. Conto su di voi per arrivare alla seduta del consiglio provinciale di domani con la crisi risolta”. E’ questo il complicatissimo mandato che il presidente della Provincia Marcello Meroi ha affidato agli otto consiglieri Pdl che, dalle sedici di oggi, sono riuniti per dipanare l’intrigata matassa della spartizione dei pani e di dei pesci tra le correnti e le sottocorrenti del partito.

Un mandato quanto mai difficile quello affidato a Vincenzo Bruni, Marco Torromacco, Roberto Staccini, Salvatore Serra, Bruno Capitoni, Alessandro Cuzzoli, Antonio Fracassini, Gianluca Mantuano, Piero Camilli e Fabio Bartolacci, perché dovranno riuscire a compendiare la sopravvivenza della malmessa giunta provinciale con le esigenze delle rispettive correnti, ormai lanciatissime verso un congresso all’ultimo sangue. I nomi degli assessori e del presidente del consiglio dovranno perciò essere scelti più in base al “pacchetto” di tessere che saranno in grado di confezionare che per l’apporto che potrebbero dare all’amministrazione.

 In questa ottica, appare difficile che possa essere tagliato il nome di Franco Simeone, il quale dispone di una rete di amicizie, quindi di tessere, articolata in vari paesi della Tuscia. I sedicenti “quarantenni”, che lo hanno acquisito dopo che era stato nominato assessore all’Agricoltura in quota Marini, lo difenderanno con le unghie e, soprattutto, con i denti. In una relativa posizione di forza dovrebbe trovarsi anche Giuseppe Fraticelli, che è sì allineato tra i sedicenti “quarantenni”, ma ha alle spalle i Popolari-Liberali, il cui leader locale, Candido Socciarelli, su tesseramenti e congressi può dare lezioni a tutto il Pdl.

 Nel gruppo Marini, tra l’assessore “revocato” Paolo Equitani e il “pretendente” Alessandro Cuzzoli, potrebbe essere quest’ultimo quello con il pacchetto di tessere più consistente. Quindi il più utile in chiave congressuale. Equitani, nonostante sia stato il più votato di tutti i candidati Pdl e sia il vice di Meroi, corre quindi il rischio di essere immolato per far posto a Cuzzoli.

Per quanto riguarda la presidenza del consiglio, è in ascesa il nome di Antonio Fracassini. L’esponente fuori quota dei sedicenti “quarantenni” potrebbe diventare il successore del dimissionario Piero Camilli “a tempo”. Cioè fino a quando l’assessore comunale Gianni Arena non sarà nominato alla vice presidenza dell’Arpa-Lazio, con l’impegno della governatrice Renata Polverini di “promuoverlo” presidente entro qualche mese. Fracassini transiterebbe così a Palazzo dei Priori, cedendo la presidenza del consiglio a Vincenzo Bruni, il predestinato di Meroi. Rimarrebbe comunque escluso Roberto Staccini, figlio del famoso “assessore a vita” Deblis, repubblicano, rimasto in sella per decenni a dispetto di vari cambi di maggioranza.

 Ai nastri di partenza, Meroi, potenzialmente, ha dalla sua due consiglieri: Vincenzo Bruni e Marco Torromacco, eletto nella lista che portava il suo nome ma che non ha mai aderito al Pdl. La corrente più numerosa è quella del sindaco di Viterbo Giulio Marini, con Roberto Staccini, Salvatore Serra, Bruno Capitoni e Alessandro Cuzzoli. Infine ci sono i sedicenti “quarantenni”, che possono contare su Antonio Fracassini, Gianluca Mantuano e Fabio Bartolacci, quest’ultimo eletto nella lista Popolo etrusco nel Pdl, che fa riferimento ai Popolari-Liberali di Carlo Giovanardi.

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