

Erano da poco passate le 22,30 di ieri, quando il carrofunebre con la salma di Piermaria Paoletti è arrivato a Nepi. Ci sono volute quasi 4 ore di tempo per avere il via libera delle autorità doganali dell'aeroporto di Fiumicino, dove l'aereo su cui era stata trasportata dalla Bolivia all'Italia era atterrato alle 17. Ad attenderla c'erano i genitori, il padre Gianpietro, ex ufficiale dell'Esercito, la madre Francesca Fantarone, il fratello, la sorella e un gruppo di amici.
L'incidente che è costato la vita al giovane biologo, impegnato in una ricerca scientifica nella foresta tropicale, è avvenuto vicino a San Jose' de Chiquitos, nella parte orientale del paese sudamericano. Un grosso tronco d’albero schiantandosi al suolo, lo ha colpito in pieno uccidendolo all’istante. il suo cadavere è stato poi trasportato nell'obitorio di Santa Cruz de la Sierra, dove i genitori, accompagnati dalla fidanzata boliviana di Piermaria e assistiti dal consolato italiano, hanno eseguito il riconoscimento ufficiale e hanno svolto il complesso iter burocratico per il rimpatrio della salma.
Il giovane era stato più volte in Bolivia,dove viveva la fidanzata, e considerava la grande foresta una sorta di paradiso terrestre, la cui salvagurdia era diventata la missione della sua vita.