

VITERBO - ''Totò Riina deve avere le cure dignitose, ma in carcere. Quei 500 kg di tritolo sono entrati in casa mia e io e i miei figli ne portiamo i segni addosso''.
Tina Montinaro, la moglie del caposcorta di Falcone morto tragicamente insieme al giudice il 23 maggio 1992, intervistata da Viterbonews24 in occasione della sua partecipazione ad Ombre Festival.
Che cosa si ricorda della strage di Capaci?
''Tutto. Dico tutto perché quei 500 kg di tritolo sono entrati in casa mia e, io e i miei figli, ne portiamo ancora i segni addosso. Il ricordo è sempre molto fresco per noi familiari e cerchiamo di fare in modo che la strage non venga mai dimenticata. I giovani non devono dimenticare''.
Cosa pensa della decisione della Corte di cassazione sulla scarcerazione di Totò Riina per fare in modo che abbia una morte dignitosa?
''Io dico sempre che tutti noi familiari colpiti da Totò Riina non siamo come loro, come i mafiosi. Vogliamo sicuramente un carcere dignitoso, non solo per lui, ma per tutti i detenuti. Ma qui stiamo parlando di Totò Riina, un criminale che ha danneggiato tantissime famiglie e attaccato direttamente il nostro Stato. Sicuramente deve avere delle cure dignitose, ma in carcere''.
Questa decisione della Corte di cassazione potrebbe, al livello di opinione pubblica, incidere sul giudizio rispetto a Riina?
''Sì, il danno è proprio questo. Il rischio è per i ragazzi che non hanno vissuto le nostre stragi e l’uccisione dei nostri più grandi uomini a Palermo e che non ne portano il peso addosso. Questa decisione potrebbe essere diseducativa per i tutti i giovani. Oggi mi sento dire: 'Riina ha 80 anni, che potrebbe mai fare?' No, non è questo il punto. Bisogna ricordarsi di ciò che Riina ha fatto in passato: ha lasciato tantissimi figli senza i propri genitori. Noi è questo quello che ci dobbiamo ricordare. Bisogna fare capire che esiste un Stato giusto che dà le giuste punizioni quando accadono certe cose. Stiamo parlando di un uomo che è responsabile di 100 omicidi, non è che stiamo parlando di chi è andato a rubare una mela perché doveva portare il pane a casa. Qui stiamo parlando di Totò Riina e quando si dice quel nome, si dice tutto''.
Notizie correlate