ANNO 16 n° 267
Omicidio di Santa Lucia, movente legato a un litigio per il cane di Ernesti
Prima della tragedia, Bernabucci avrebbe inviato numerosi messaggi minatori alla compagna di Ernesti, tra cui frasi come “uccido lui e il cane”

VITERBO - Un litigio assurdo sarebbe all’origine della tragedia che venerdì 13 febbraio ha portato alla morte di Giovanni Bernabucci, 52 anni, accoltellato dal suo vicino e collega David Ernesti, 47 anni. Il motivo? Una discussione nata perché il cane di Ernesti aveva fatto pipì sulle scarpe di Bernabucci.

Ernesti, ancora ricoverato nel reparto di medicina protetta del Santa Rosa, resta sotto sorveglianza in attesa del trasferimento in carcere con l’accusa di omicidio volontario, confermata dalla pm Eleonora Buonocore e dal gip Daniela Rispoli, che ha convalidato l’arresto.

Secondo una prima ricostruzione, Bernabucci sarebbe arrivato a casa di Ernesti dopo il lavoro, armato di coltello, e avrebbe minacciato il vicino di morte, insieme al cane, se non si fosse liberato dell’animale. Durante la giornata Bernabucci avrebbe inviato una ventina di vocali alla compagna di Ernesti in cui avrebbe confermato il movente della rabbia, inviando minacce di morte al compagno se non si fosse liberato del cane, tipo “uccido lui e il cane”. Inoltre, avrebbe anche affermato di avergli dato 400 cazzotti e di averlo buttato per le scale.

Un dettaglio importante è che sembra esserci anche un messaggio inviato alla compagna, in cui Ernesti, esasperato, avrebbe scritto qualcosa come: “Vado in galera, ma lo ammazzo”

Quando Bernabucci ha fatto irruzione nell’abitazione di Ernesti che era terrorizzato, la lite è degenerata in cucina e l’aggressione si è trasformata in tragedia. Ernesti ha chiamato la polizia, ma per Bernabucci non c’è stato nulla da fare, è morto a causa di un’emorragia dovuta alle ferite. Ernesti è stato trovato in stato confusionale e portato in ospedale, avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande.

La prossima settimana, venerdì 20 febbraio, la pm nominerà il medico legale per l’autopsia e gli altri consulenti per gli accertamenti tecnici, a partire dall’esame dei telefoni cellulari. Nel frattempo, i familiari di Bernabucci hanno scelto i propri legali: i figli Marco e Martino sono assistiti da Marco Valerio Mazzatosta e Luca Ragonesi, mentre madre e sorella dal legale Alessandro Vettori.

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