ANNO 16 n° 272
Non c'č truffa, non c'č inganno: assolto mago Cagliostro
''Non ha mai raggirato nessuno. I soldi? Per la lettura dei tarocchi''

VITERBO – Nessuna truffa, arriva l’assoluzione per il mago più famoso della provincia. Mago Cagliostro. Al secolo Enrico Guarrera, balzato agli onori di cronaca dopo una segnalazione anonima che nel 2010 lo fece finire su Striscia la Notizia, con l'accusa di farsi dare dei soldi per risolvere problemi di cuore e togliere malocchio e fatture.

''Quello che faceva era solamente leggere le carte. Non ha mai tentato di truffare o obbligato i suoi clienti a farsi dare del denaro con trucchi e raggiri – spiega in aula il suo avvocato Giuseppe Picchiarelli - Anche le stesse persone che lo hanno conosciuto e hanno frequentato la sua abitazione ce lo hanno confermato: era un uomo disponibile e pronto a dare una parola di conforto a chiunque si trovasse in difficoltà o in un periodo poco fortunato''.

A partire dalla segnalazione anonima e dai video di canale 5 che lo ritraevano mentre chiedeva circa 100 mila euro ad una donna malata di cancro per guarirla, vennero posti sotto controllo i libretti e i conto correnti postali del sedicente mago: flussi di denaro sospetti che portarono alla denuncia prima e poi al procedimento penale a suo carico per truffa aggravata dalla ''prospettazione di un pericolo immaginario''.

''Un processo che non si doveva fare: da subito era apparso chiaro come a nostro carico non ci fosse nessuna prova di responsabilità: i versamenti a favore del mio assistito erano solo il pagamento del servizio di lettura carte che offriva a chiunque glielo chiedesse.''.

Non c’è truffa. Non c’è inganno, dunque. Ora anche per il giudice Elisabetta Massini.

''Non ha mai prospettato ritorsioni o pericoli per l’incolumità di chiunque non avesse dato lui la somma di denaro richiesta. Non c’è stato alcun raggiro: quella che abbiamo di fronte è una persona messa in ginocchio da un processo sbagliato. Un processo soprattutto mediatico che lo hanno inchiodato. Non ha più una casa. Non ha più niente''.

Ieri la più grande delle soddisfazioni: l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

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