ANNO 16 n° 272
Il Palazzo dei papi di Avignone
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Musei vaticani e Archivio segreto partner della mostra sui papi
Tra gli eventi più significativi del Giubileo

di Roberto Pomi

VITERBO – La collaborazione con l’Archivio segreto dei Papi e con i Musei Vaticani è sicuramente uno degli aspetti che renderà più interessante la mostra ‘Viterbo-Avignone, gemelli pontifici’, che si svolgerà nel capoluogo della Tuscia nel mese di aprile.

Nell’Archivio dei Papi più di mille anni di storia sono raccolti in 85 chilometri di scaffali. Si tratta di uno dei centri di ricerca storica più importanti del mondo, uno scrigno di tesori incomparabili. Un patrimonio di conoscenze specifiche che dà spessore al valore scientifico dell’esposizione che si terrà in pieno anno giubilare nel palazzo papale viterbese, per poi replicare in Francia a settembre. Considerando che si stima l’arrivo di almeno 25 milioni di pellegrini nella città eterna è chiaro che in molti si spingeranno nella Tuscia per poter godere di una mostra così significativa sui papi.

Al centro del progetto i palazzo papali delle due città medioevali. I capitoli tematici della mostra prenderanno le mosse dai Ritratti dei papi eletti a Viterbo e ad Avignone, e chiuderanno sul Palazzo Papale di Avignone, per poi arrivare a Roma, passando per la mano degli “artefici” dell’arte, della politica, della Chiesa, alla luce di un rapporto incentrato sul potere di quei pontefici che fecero in modo che una fetta importante dell’arte tosco-romana arrivasse nel sud della Francia, che si fece “crocevia ricco d’avvenire”.

L’esposizione viterbese si articola in diversi capitoli tematici. Dai ritratti dei pontefici eletti a Viterbo e Avignone, al primo Conclave, passando per il Corpus Domini, i codici miniati e le bolle papali dell’epoca. Inevitabile considerare anche figure come quella di Federico II e Carlo D’Angiò, santa Rosa e santa Caterina da Siena. Il tutto sarà sviluppato tenendo conto delle moderne tecnologie espositive, con ricostruzioni in 3D e filmati.

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