

di Roberto Pomi
VITERBO - Possibile già da aprile la sottoscrizione proprio nella città dei papi laziale di un protocollo d’intesa.
I cugini d’oltralpe sono attesi nella Tuscia il primo del prossimo mese, con biglietto di ritorno datato il 4. Tre giorni pieni, ora più ora meno, per concretizzare un valzer d’incontri. La delegazione avignonese ha già in agenda un incontro con la Camera di Commercio e con rappresentanti dell’Università della Tuscia. Fissate anche le visite ad alcuni siti archeologici e una riunione operativa con il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi. Proprio in questa sede dovrebbe arrivare la prima firma che aprirebbe l’iter per un gemellaggio. Operazione che punta a essere qualcosa di più di una realtà cartacea.
Secondo indiscrezioni arriveranno a Viterbo in diversi. Una rappresentanza del Comune d’Avignone, un responsabile del palazzo papale francese, uno della Camera di Commercio e dell’Università. L’obiettivo è quello di creare uno scambio forte su comparti di comune interesse e uno scambio sano di pratiche virtuose.
Unite dalla storia, dove insieme a Roma sono le uniche città del mondo a potersi fregiare del titolo di residenze papali, e dal tratto artistico del viterbese Matteo Giovannetti, Viterbo e Avignone hanno tante cose da dirsi e tanti obiettivi da perseguire a braccetto. Sono animate entrambe da una volontà comune di conquistare il mercato turistico contemporaneo, puntando sulle loro eccellenze di città di provincia. Qualità della vita, prodotti straordinari e bellezze storico-artistiche uniche; sono le merci che con questo gemellaggio, su cui si sta lavorando, punterà a promuovere.
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