ANNO 16 n° 275
Meroi: ''O c'č l'accordo o tutti a casa''
Dopo la ''cacciata'' degli assessori Pdl, il presidente lancia un ultimatum

VITERBO - ''Non intendo più parlare con i rappresentanti delle correnti, ma solo con i responsabili del partito. Spetta loro trovare una soluzione e, se non dovessero riuscirci, si va tutti a casa. Non sono più disposto ad andare avanti così'. Il presidente della Provincia Marcello Meroi, dopo aver formalizzato la crisi strisciante, che da mesi bloccava l'attività di Palazzo Gentili, revocando le deleghe ai quattro assessori del Pdl, ha lanciato un vero e proprio ultimatum al suo partito. ''O mi mettete in condizione di amministrare o salta tutto'' ha mandato a dire ai suoi.

Dal primo pomeriggio di ieri (4 ottobre) Paolo Bianchini (Politiche sociali), Paolo Equitani (Ambiente), Franco Simeone (Agricoltura) e Giuseppe Fraticelli (Cultura) sono ufficialmente fuori dalla giunta provinciale. Sono invece rimasti in carica i tre assessori dell'Udc: Gianmaria Santucci (Lavori pubblici), Franco Vita (Bilancio) e Andrea Danti (Turismo).

Meroi ha dunque trovato il coraggio di rompere gli undugi e, di fatto, ha cacciato gli assessori del suo partito dall'esecutivo. Era l'unica strada che gli rimaneva, oltre alle dimissioni, dopo aver tentato decine di incastri per accontentare le fameliche correnti del Pdl che si contendono posti in giunta e la presidenza del consiglio, rimasta vacante dopo le dimissioni di Piero Camilli, in polemica con la maggioranza, definita ''litigiosa e inconcludente''.

 Meroi ha comunicato personalmente la revoca delle deleghe a Bianchini, Equitani, Fraticelli e Simeone chiamandoli al telefono intorno alle 14.''Ho appena firmato i decreti di revoca delle vostre deleghe'' ha tagliato corto. Poi ha aggiunto che avrebbe ufficializzato l'apertura della crisi questa mattina (5 ottobre).

 I problemi per Meroi erano iniziati subito dopo l'insediamento. Una delle componenti ex An ha sempre reclamato un posto in giunta per Antonio Fracassini. Ma per procuraglielo il presidente avrebbe dovuto cacciare uno degli assessore nominato pochi mesi prima. Insieme con il sindaco di Viterbo Giulio Marini, in veste di coordinatore provinciale del Pdl, ha tentato di risolvere il problema ''trasferendo'' Fracassini in giunta comunale. Ma anche questa operazione si è impantanata. L'epilogo è stato inevitabile.

''Personalmente - ha commentato Marini - non sono d'accordo né con i tempi né con i metodi usati dal gruppo consiliare, che hanno indotto il presidetnte a revocare le deleghe agli assessori del Pdl. Evidentemente Meroi ha ritenuto che non sarebbe stato possibile trovare un'intesa e ha tentato l'estrema ratio. Ora - ha concluso - il partito deve riuscire a non far precipitare la situazione. Io farò la mia parte, ma non dipende solo da me''. Ad avviso di Marini ''per scongiurare il peggio, nei prossimi giorni, dovranno essere ristabiliti gli equilibri interni e ricostituita al più presto la giunta''. Il sindaco non vuol nemmeno sentire parlare di elezioni anticipate. ''Sarebbero un fallimento per tutti – ha concluso -, dobbiamo riuscire a superare questa grave fase con senso di responsabilità e maturità. Spero che nessuno di noi voglia giocare al tanto peggio, tanto meglio''.

Secondo quanto si è appreso, però, le cose non starebbero andando nel senso auspicato da Meroi. In serata, infatti, sono state convocate una serie di riunioni di corrente. ''Credo proprio che siamo arrivati al capolinea'' ha commentato sconsolato un consigliere provinciale del Pdl. Del resto è meglio andare a casa che continuare così''.

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