ANNO 16 n° 272
Dimissioni di Arena da sindaco ''senza appello''
Parte in salita anche la legislatura di Alessandro Romoli in Provincia

VITERBO - (MDL) Nessuna prova d'appello, niente tempi supplementari per l'ormai ex sindaco di Viterbo. Giovanni Arena ieri sera ha rassegnato le dimissioni non prima di aver azzerato la giunta e mandato a casa gli assessori. Per lui non ci saranno i ''canoni'' 20 giorni prima che le dimissioni diventino efficaci e irrevocabili, lasso di tempo in cui potrebbe tentare di trovare una maggioranza, un accordo per andare avanti fino alla scadenza naturale del mandato.

Ci sono 20 consiglieri, tra maggioranza e qualcuno dell'opposizione, che domani alle 20 si ritroveranno davanti al notaio per formalizzare, a loro volta, le dimissioni e chiudere così definitivamente una legislatura che sarà ricordata per la litigiosità della centrodestra tra cambi di casacche e riequilibri di deleghe con il bilancino.

Era il 28 giugno 2018 quando Giovanni Arena con soli 530 voti di scarto supera al ballottaggio Chiara Frontini e diventa sindaco di Viterbo. L'avvio della legislatura è subito in salita: già a novembre l'assessore Ubertini e due consiglieri, Andrea Micci ed Elisa Cepparotti, si spogliano delle vesti di Fratelli d'Italia per indossare quelle della Lega. E si pone il problema dei riequilibri tra i meloniani e i salviniani. Ma poche settimane dopo è l'allora assessore della Lega, Claudia Nunzi a fare il salto al contrario, dalla Lega a Fratelli d'Italia. Claudia Nunzi sarà anche la prima a finire fuori dalla giunta e dal consiglio comunale dando il là all'ingresso di un tecnico, l'avvocato Bufalini la cui esperienza amministrativa terminerà nell'arco di poche settimane quando in giunta entrerà Ludovica Salcini della Lega. 

Fin qui il sindaco farà da ''pompiere'' al tira e molla tra gli altri due partiti di maggioranza. A fine 2019 si consuma il primo strappo tra Arena e il suo vice, Contardo. Ma il litigio si risolve in pochi giorni e Contardo torna al suo posto.  

Tra vari scricchiolii si arriva al 2021: Contardo finisce nell'occhio del ciclone per un'intercettazione e va fuori dalla giunta. Entra il secondo tecnico, in ordine di tempo, Alessandro Alessandrini.

Il resto è storia di questi giorni. Già durante l'approvazione della variazione di bilancio  in consiglio a novembre la tensione interna al centrodestra è emersa in diversi ''avvertimenti'' lanciati tra consiglieri. Lo strappo però si è consumato con le elezioni provinciali. Forza Italia, come è noto, ha eletto il presidente, Alessandro Romoli, grazie a un patto con il Pd, contro lo sfidante di Lega e Fratelli d'Italia, Alessandro Giulivi. Così è giunta la resa dei conti: ieri Arena, giocando d'anticipo, ha fatto il passo indietro.

Per i prossimi 20 giorni, teoricamente, resta in carica ma già da domani, quando 20 consiglieri tra quelli della Lega, tranne la Bugiotti, Fratelli d'Italia e Fondazione e alcuni della minoranza (Barelli ed Erbetti sicuri, Frontini e Ciambella ci starebbero pensando), firmeranno le dimissioni di massa davanti al notaio, decadrà anche da questa posizione aprendo la strada al commissario.

La crisi di Palazzo dei Priori ricade inevitabilmente sulla Provincia. Con l'uscita di Arena e lo scioglimento del consiglio, l'azzurro Giulio Marini decade da consigliere provinciale così come la consigliera Pd Lina delle Monache. L'avvio di legislatura per Alessandro Romoli parte già in salita. 

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