


VITERBO - ''Noi non andremo a firmare dal notaio ma una cosa è certa: per noi questa amministrazione finisce qui, con le dimissioni del sindaco''. Alvaro Ricci, capogruppo del Pd a Palazzo dei Priori, questa sera non sarà insieme ai consiglieri di maggioranza (Fratelli d'Italia, Lega, fatta eccezione di Bugiotti, Fondazione) e alcuni di minoranza (Barelli, Erbetti, Ciambella e Frontini con Viterbo 2020) davanti al notaio per firmare le proprie dimissioni. Atto che segnerà lo scioglimento definitivo del consiglio comunale, ''annullando'' anche i canonici 20 giorni di tempo che la legge concede al sindaco prima che le sue dimissioni diventino efficaci e irrevocabili.
''Questa esperienza amministrativa - sottolinea Ricci - è stata disastrosa e quindi va chiusa ma addossare tutto su Arena è ingeneroso. E' stato contornato da assessori, per la maggioranza, inadeguati al ruolo che hanno lasciato l'amministrazione nello stallo completo. Sono pochi quelli che hanno lavorato bene''.
E se non ci sono dubbi che l'amministrazione targata Arena deve chiudersi, ciò che invece il capogruppo dem critica sono le modalità e le motivazioni con cui si è arrivati alla fine della corsa.
''Avrei voluto discuterne in aula - dice Ricci - il consiglio si sarebbe dovuto confrontare sulle dimissioni del sindaco, sulle motivazioni e avrebbe votato la sfiducia. E invece loro (la maggioranza ndr.), che sono deboli dal punto di vista delle motivazioni, sono fuggiti dal notaio, sono scappati dal confronto''. Alvaro Ricci, in sostanza, sottolinea come questa esperienza amministrativa si chiude per una questione di equilibri interni alla maggioranza e non per una valutazione oggettiva sull'operato della stessa.
''Dal canto nostro, non abbiamo mai nascosto il giudizio negativo sull'operato di questa amministrazione - sottolinea il capogruppo del Pd - abbiamo sempre fatto opposizione dura e prova ne sono, tra l'altro, le tre denunce alla Corte dei Conti per i rifiuti, la piscina e la scuola di Santa Barbara''.
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