ANNO 16 n° 276
''Delinquenti che si riparano sotto una sigla politica''
L'associazione La Poderosa ritorna sull'aggressione del 25/3 a Vasanello

Riceviamo e pubblichiamo dall'associazione La Poderosa

VASANELLO - Dalle notizie apparse in questi ultimi giorni sulla stampa locale apprendiamo che sarebbe in corso uno ''scontro'' tra opposte fazioni politiche che sta per superare ''il livello di guardia''. Tutto ciò non corrisponde al vero. Non c’è in atto alcuno scontro. Stando ai fatti è ormai chiara l’esistenza, comprovata dalle indagini e dagli atti giudiziari di questi ultimi mesi, di una manica di delinquenti che si ripara sotto una sigla politica ben precisa, che vorrebbe imporre il controllo sui nostri territori e, dall’altra parte persone, come nel nostro caso, unite in associazione che cercano di limitarne gli effetti tramite azioni dirette a denunciare ogni sopruso, intimidazione o violenza.

L’associazione La Poderosa ha come unico scopo quello di tenere alta la memoria dei fatti salienti del secolo scorso, far conoscere e apprendere i valori della Costituzione italiana nata dalla Resistenza e indirizzata alla pacifica convivenza civile e divulgare il vaccino della cultura e della conoscenza come rimedio all’ignoranza, o peggio, all’oscurità di idee false come la latta, sconfitte e sepolte dalla storia. Da parte nostra non c’è mai stata intimidazione o violenza verso alcuna persona o gruppo di persone, nessuna voglia di cercare scontri, ma solo il lavoro culturale svolto sul territorio. Per poter respingere le violenze fisiche e le intimidazioni, l’associazione La Poderosa ha invitato e sempre inviterà i cittadini, soprattutto i ragazzi, a rivolgersi alle forze dell’ordine.

Non si abbia timore di recarsi da carabineri e polizia per poter consentire di sgonfiare questo fenomeno delinquenziale che da qualche tempo ammorba i Cimini. Fino a pochi anni fa nei nostri paesi non esisteva la situazione che stiamo vivendo, essa è iniziata con la presenza dei ''fascisti del terzo millennio'', come amano definirsi (e già sarebbero fuorilegge per questa autodefinizione), liberi di scorrazzare per le strade e le piazze di paesi abituati a vivere pacificamente. Auspichiamo una decisa reazione dell’opinione pubblica tendente ad isolare questi delinquenti, facendo presente che il problema non riguarda solo le persone minacciate di cui siamo a conoscenza, ma l’intera comunità. Non si abbia la tentazione di dire ''tanto a me non interessa'', perché non è così e la questione coinvolge anche tanti altri ragazzi che finora non hanno avuto la forza per parlarne a casa e denunciare.

Auspichiamo che le associazioni democratiche, le istituzioni religiose e, soprattutto, quelle civili (che stanno clamorosamente mancando a Vasanello, ancora una volta) diano un segnale deciso nella giusta direzione che è quella del diritto, della legge, della pace.

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