

VITERBO - ‘’Non lasciarti consumare dalla coscienza, affronta le tue responsabilità e fatti accompagnare da Dio verso la via della verità’’. Con queste parole, durante il funerale di Massimo Faccenda, don Egidio Bongiorni, parroco della chiesa di Santa Maria del Paradiso, si è rivolto al pirata della strada che lo scorso martedì 11 ottobre ha ucciso il ciclista 53enne mentre si trovava sulla superstrada Orte-Viterbo all'altezza dello svincolo per la strada Bagni.
La sua grande passione, il ciclismo, gli è accidentalmente costata la vita portandolo via dall'affetto dei suoi cari, soprattutto da quello della moglie Maria Grazie e del figlio Jacopo. All'arrivo della salma le lacrime hanno iniziato a rigare i volti dei numerosissimi presenti.
Parenti, amici e semplici conoscenti hanno gremito la chiesa. Gli amici di sempre, quelli che con lui dividevano la passione e l’amore per la bicicletta, hanno voluto accompagnare il feretro all’interno della basilica.
Toccanti le parole pronunciate da don Egidio nel corso della sua omelia: ‘’La morte di Massimo ha provocato una grande ferita in tutti noi – ha sostenuto il parroco – Aveva un cuore sensibile, era un amico e un padre affettuoso. Durante la sua vita – ha commentato – ha lasciato tante testimonianze di amore per il prossimo e generosità. Continuerà a pedalare in cielo, sulle vie della vita eterna’’.
‘’E’ inutile farsi domande perché nessuno potrà dare una risposta- ha così continuato il parroco viterbese rivolgendosi ai parenti – l’unica cosa che possiamo fare e seguire le vie del signore’’.
Alla fine del rito , la bara è stata portata nel piazzale della chiesa per l’ultimo saluto degli amici ai parenti di Faccenda. Poi il corteo funebre si è diretto verso il cimitero per la tumulazione.
Notizie correlate