ANNO 16 n° 274
Caccia al pirata della strada: sentito autista pulmino
Questa mattina il sopralluogo del pm
Paola Conti sul luogo dell'incidente
12/10/2011 - 16:48

VITERBO - Mentre sarà compito dell'equipe medico-legale incaricata di svolgere l'esame autoptico sulla salma di Massimo Faccenda, il ciclista 53enne deceduto ieri pomeriggio dopo essere stato investito da un'auto in corsa, gli inquirenti hanno iniziato a sentire alcune persone che potrebbe fornire elementi utili per risalire al pirata della strada.

Innanzitutto si è svolto questa mattina il sopralluogo ufficiale del sostituto titolare dell'inchiesta, Paola Conti, sul luogo dell'incidente, che era avvenuto sulla statale Umbro-Laziale, all'altezza dello svincolo per la strada Bagni. Qui, già ieri, i carabinieri del Comando provinciale avevano rinvenuto e repertato frammenti del mezzo investitore, tuttora al vaglio.

Nel frattempo, come accennato all'inizio, sempre questa mattina sono state ascoltate alcune persone. Si tratta di automobilisti che, nell'arco temporale in cui è avvenuto il tragico incidente (erano le 14,20) si trovavano a percorrere quel tratto di strada.

Gli inquirenti smentiscono che lungo la tratta teatro del sinistro siano installate telecamere a circuito chiuso. Ma ammettono che ci sono quelle posizionate nelle aree di sosta. Ed è dunque attraverso questi filmati che gli investigatori stanno risalendo agli automobilisti.

Sotto la lente di ingrandimento, in particolare, era finito un pulmino di colore grigio adibito al trasporto di persone. In un primo momento si è ipotizzato che potesse essere proprio il conducente di questo mezzo il pirata della strada che ha travolto e ucciso Faccenda. E, invece, 'al 99 per cento non è lui'. L'autista, infatti, ascoltato questa mattina, avrebbe dimostrato che nell'orario in cui è avvenuto l'incidente aveva già superato lo svincolo per strada Bagni. 

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