ANNO 16 n° 275
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L'avvocato Pierluigi Bianchi
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Ciambella: ''La vittoria delle famiglie''

di Domenico Savino

VITERBO - ''La sentenza del Tar del Lazio sull'Istituto  De Amicis è la vittoria degli alunni e delle famiglie viterbesi''. Luisa Ciambella, consigliere comunale del Partito democratico commenta con orgoglio il pronunciamento del tribunale amministrativo regionale che di fatto salva il De Amicis dallo smembramento tutelando il principio della continuità didattica e salvaguardando la ratio dell'autonomia scolastica e territoriale acquisita in quanto lo stesso istituto ha una popolazione di studenti superiore alle 500 unità.

Il ricorso al Tar è stato proposto da un gruppo di genitori rappresentati e difesi dagli avvocati Pierluigi Bianchi e Raffaella Valeri. Infatti è stato impugnato il piano di dimensionamento scolastico regionale ''amentando la soppressione - come si legge nella sentenza - dell'Istituto De Amicis istituito nel 2010 e composto dalle scuole dell'infanzia ''Centro Storico'' e ''Pilastro'', delle scuole primarie ''De Amicis'' e ''Alessandro Volta' e della scuola secondaria ''Tecchi''.

Smebramento che si manifestava nell'accorpamento delle scuole ''Centro Storico'', ''De Amicis'' e ''Tecchi'' nell'Istituto comprensivo Carmine, il ''Volta'' inglobato nell'istituto ''Vanni'' e la scuola Pilastro nella ''Fantappiè''. 'In questo modo - continua Ciambella - si sarebbero creati una serie di disagi sia per gli alunni che per i loro genitori''.

L'esponente del Pd spiega anche la genesi del ricorso: ''Già da settembre 2011 ho sollecitato una riflessione da parte dell'ente comunale sulla possibilità di non smembrare il De Amicis per tutelare gli interessi delle famiglie viterbesi, ma a parte una disponibilità di massima, non c'è stato altro. Come Partito democratico abbiamo seguito con attenzione questa vicenda e abbiamo interpellato la Provincia e infine la Regione con un emendamento approvato all'unanimità dai consiglieri ma non ascoltato dalla giunta''.

Quindi il ricorso al Tar poiché il Piano di dimensionamento - a detta dei ricorrenti - viola due fattispecie: il principio della continuità scolastica, costringendo gli alunni ad iscriversi ad un altro Istituto comprensivo 'con conseguenti problemi di dispersione', e l'illegittimità della soppressione del De Amicis al quale fu riconosciuta una specifica esigenza educativa nel 2010.

''Le nostre doglianze - conclude Ciambella - sono state accolte sia sotto il profilo dell'illogicità manifesta che della violazione di legge. Adesso ci aspettiamo che il Comune, che si è arroccato sulla sue posizioni, ponga in essere tale pronunciamento. La Regione è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali, 1800 euro che verranno riutilizzati per acquistare materiale scolastico,di cancelleria e per la didattica''.

Soddisfazione è stata espressa anche dagli avvocati Bianchi e Valeri: ''Questa sentenza può fare giurisprudenza, abbiamo studiato a fondo la norma e la razionalizzazione di risorse si è rivelata irrazionale''.

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