

“Dopo dieci anni di attività ci vediamo costretti a chiudere un centro di vitale importanza contro le violenze subite dalle donne. Dopo anni di ineccepibile correttezza nei confronti delle amministrazioni, che non hanno capito e non si sono interessati al nostro lavoro, abbiamo intrapreso questa sofferta decisione.” Con le lacrime agli occhi, Anna Maghi, direttrice dell’associazione onlus Erinna, unica sul territorio della Tuscia a tutela delle donne in difficoltà, comunica la scelta intrapresa in questi giorni. La motivazione che spinge questo centro, è da attribuirsi alla mancanza di fondi da parte delle amministrazioni.
'Il nostro centro - ha dichiarato Anna Maghi - è nato nel 2006 ed aveva una convenzione triennale con Palazzo Gentili, che è stata rinnovata nel 2009: quindi la sua scadenza naturale sarebbe stata nel 2012. Lo scorso anno, però, dopo il cambio nell'amministrazione provinciale, abbiamo chiesto un incontro con il nuovo assessore, Paolo Bianchini, che è avvenuto ad agosto, in cui ci ha detto che avrebbe dovuto controllare il bilancio per stabilire il finanziamento da assegnarci e poi ci ha detto che ci avrebbe fatto sapere dopo Santa Rosa. Ad ottobre abbiamo inviato una mail - ha aggiunto Maghi - per sapere come si stesso evolvendo la situazione, anche perché avevamo già consegnato il rendiconto dell'anno. Dei 30mila euro che ci spettavano, ne sono arrivati solamente 15mila il 10 giugno e sono stati utilizzati per poter pagare le spese dello scorso anno. Inoltre ci è giunta una lettera datata 20 maggio, che ci comunicava che la Provincia aveva rescisso la convenzione a partire dal 1° Gennaio 2011. Abbiamo quindi ricevuto la comunicazione sei mesi dopo la decisione intrapresa dall’amministrazione provinciale.”
L'associazione 'Erinna' nasce nel 1997, e dal 2006 gestisce il centro antiviolenza di Viterbo. Sono circa 253 le donne che da meno di cinque anni a questa parte, hanno bussato alle porte della struttura.
A fondamento della struttura ci sono state le volontarie, che hanno donato il loro tempo e la loro solidarietà a chi è stato meno fortunato, grazie anche a consulenze psicologiche e legali, con avvocati iscritti al gratuito patrocinio, che però la maggior parte delle volte non percepiscono denaro, perché da parte delle istituzioni non arrivano i soldi. Chi chiede aiuto all'associazione sono donne che subiscono ogni sorta di violenza: da quella psicologica a quella fisica, senza dimenticare quella economica e sociale. Erinna, nel corso degli anni, è diventato il più forte, se non il solo, punto di riferimento per le donne che giorno dopo giorno subiscono ogni sorta di violenza e che si sentono abbandonate da un sistema che non le tutela. A partire da domani, il centro anti violenza non esisterà più, ma rimarrà attivo come punto informativo. Una perdita davvero enorme per queste donne in difficoltà, che si troveranno senza un supporto per risolvere i problemi di violenza.