


(Il nuovo look di Giulio Marini, ormai verso l'iscrizione sl gruppo dei Barbudos)
di Andrea Arena
VITERBO – Barelli chiede scusa. Lo fa parlando in consiglio comunale, dopo essersi scusato a mezzo stampa, alla luce della lite di una settimana fa a consiglio appena concluso, con Chicco Moltoni (Gal).
L'assessore prende la parola in apertura di seduta: ''Mi scuso senza se e senza ma. Mi scuso con il consigliere Moltoni e con quelli che erano presenti – dice Barelli - Riconosco al consigliere Moltoni l'onestà intellettuale di aver ricostruito quello che è successo per come è successo. Sciascia diceva che quando la verità viene urlata nei microfoni può diventare menzogna, e non era certo mia intenzione far passare per menzogna quello che intendevo dire. Ho sentito la necessità di chiarire anche per evitare che la questione potesse essere travisata e strumentalizzata politicamente. E sono convinto di quello che diceva Winston Churchill: le notizie è meglio darle che riceverle''.
Prima il presidente del consiglio Marco Ciorba aveva censurato l'episodio della scorsa settimana con parole durissime: ''Questa è la casa dei cittadini, non un bordello. Invito tutti i consiglieri e gli assessori a tenere sempre un comportamento consono al luogo''.
Peccato che prima i presenti in aula avevano potuto assistere – a seduta non ancora aperta – a un duro scontro tra lo stesso assessore e il presidente del consiglio Ciorba, tra i quali già non correva buon sangue. Una scena plateale, che squalifica ancora di più, se possibile, un luogo istituzionale come l'aula del consiglio: ''Mi sta minacciando? Non si deve permettere'', ha detto ad alta voce Ciorba a Barelli, tra lo stupore generale.
Prima era mancato il numero legale al primo appello, con la maggioranza ferma a 13 presenti (ma molti consiglieri erano a gozzovigliare per i corridoi, non essendoci qui la buvette) e la minoranza che usciva dall'aula come al solito. Si è cominciato dunque con quasi un'ora di ritardo, pure questa non è una novità.
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