ANNO 16 n° 273
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''Chiedo scusa
senza se e senza ma''
Così l'assessore Barelli in aula dopo il litigio della scorsa settimana con Moltoni

(Il nuovo look di Giulio Marini, ormai verso l'iscrizione sl gruppo dei Barbudos)

di Andrea Arena

VITERBO – Barelli chiede scusa. Lo fa parlando in consiglio comunale, dopo essersi scusato a mezzo stampa, alla luce della lite di una settimana fa a consiglio appena concluso, con Chicco Moltoni (Gal).

L'assessore prende la parola in apertura di seduta: ''Mi scuso senza se e senza ma. Mi scuso con il consigliere Moltoni e con quelli che erano presenti – dice Barelli - Riconosco al consigliere Moltoni l'onestà intellettuale di aver ricostruito quello che è successo per come è successo. Sciascia diceva che quando la verità viene urlata nei microfoni può diventare menzogna, e non era certo mia intenzione far passare per menzogna quello che intendevo dire. Ho sentito la necessità di chiarire anche per evitare che la questione potesse essere travisata e strumentalizzata politicamente. E sono convinto di quello che diceva Winston Churchill: le notizie è meglio darle che riceverle''.

Prima il presidente del consiglio Marco Ciorba aveva censurato l'episodio della scorsa settimana con parole durissime: ''Questa è la casa dei cittadini, non un bordello. Invito tutti i consiglieri e gli assessori a tenere sempre un comportamento consono al luogo''.

Peccato che prima i presenti in aula avevano potuto assistere – a seduta non ancora aperta – a un duro scontro tra lo stesso assessore e il presidente del consiglio Ciorba, tra i quali già non correva buon sangue. Una scena plateale, che squalifica ancora di più, se possibile, un luogo istituzionale come l'aula del consiglio: ''Mi sta minacciando? Non si deve permettere'', ha detto ad alta voce Ciorba a Barelli, tra lo stupore generale.

Prima era mancato il numero legale al primo appello, con la maggioranza ferma a 13 presenti (ma molti consiglieri erano a gozzovigliare per i corridoi, non essendoci qui la buvette) e la minoranza che usciva dall'aula come al solito. Si è cominciato dunque con quasi un'ora di ritardo, pure questa non è una novità.

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