ANNO 16 n° 273
Il ''consiglio'' delle minoranze: ''Sindaco, caccia Barelli''
Impossibile la mozione di sfiducia, l'opposizione si affida a un suggerimento
09/03/2016 - 02:00

di Roberto Pomi

VITERBO – Sfiducia a Barelli, le minoranze presentano una mozione con cui chiedono al sindaco Michelini la revoca delle deleghe all’assessore. Tecnicamente non si tratta di una mozione di sfiducia, perché il Testo Unico degli Enti Locali e il regolamento comunale - come spiegato da Viterbonews24 -  non prevedono che il consiglio possa avere ingerenza in quella che è riconosciuta a tutti i livelli come prerogativa del primo cittadino.

Di fatto quella consegnata da Luigi Buzzi ieri mattina, con in calce tredici le firme delle opposizioni, è una mozione che se dovesse essere approvata a maggioranza dal consiglio comunale avrebbe lo stesso valore di una raccomandazione rivolta a Michelini. Quest’ultimo sarebbe quindi nella condizione di fare ciò che ritiene più opportuno, senza alcun vincolo concreto. La mozione di sfiducia a Barelli quindi, almeno nel suo senso più proprio, non esiste. Il documento protocollato ieri mattina a Palazzo dei Priori altro non è che un’azione di sfiducia politica mossa verso un’assessore dai consiglieri di minoranza.

All’origine del tutto, come noto, quanto accaduto in conclusione dell’ultimo consiglio comunale di giovedì 3 marzo. Durante il quale l’assessore Barelli è stato protagonista di una lite, dai toni piuttosto accesi, con il consigliere Francesco Moltoni del Gal. Le minoranze, nel testo presentato al protocollo, tracciano un profilo più approfondito dell’assessore Barelli. Rimarcano il fatto che comportamenti al di sopra delle righe siano già stati manifestati dallo stesso, sempre nella sala d’Ercole, in altre circostanze.

Parlano di ''comportamenti non consoni a un’aula istituzionali'' di cui il membro della giunta si sarebbe fatto protagonista più volte dall’inizio dell’incarico. Poi spostano l’attenzione sull’operato amministrativo: ''Ha inanellato una serie di insuccessi politici e amministrativi''. A tal proposito citano ''il Festival delle Luci e l’abbandono della Macchina di Santa Rosa per oltre 5 mesi a Milano''. Rispolverano anche la questione del presunto conflitto d’interessi ''evidenziato da più parti con le associazioni Caffeina e Historia – si legge nel testo –, a cui puntualmente l’amministrazione comunale affida attività e servizi, spazi e progetti''.

''Il tutto – continuano le minoranze – non contribuisce a rispondere a quelle necessità di trasparenza e parità di trattamento che i cittadini chiedono ormai a gran voce a tutti i rappresentanti delle pubbliche istituzioni''.

Un affondo piuttosto duro a cui naturalmente l’assessore avrà modo di replicare punto su punto nel momento in cui la questione verrà discussa in consiglio comunale. Con la consapevolezza che, indipendentemente dall’esito della votazione, qualsiasi decisione sulle sorti dell’assessore Barelli spetta solo al sindaco Michelini.

Intanto questa mattina alle 12 si riunisce la capigruppo, anche per discutere di questa mozione da inserire all'ordine del giorno della discussione in consiglio.

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