ANNO 16 n° 275
Assunzioni pilotate
a Civita Castellana
Fratelli d'Italia: ''I consiglieri comunali coinvolti si dimettano''

CIVITA CASTELLANA – Lo spettro di una brutta parentopoli che coinvolgerebbe alcuni amministratori comunali aleggia sulla città delle ceramiche. La notizia sull’apertura di un megastore, con tanto di assunzioni rivolte solo ai figli, le mogli, le nuore e i cugini di consiglieri comunali, è stata data dall’edizione locale de Il Messaggero.

Già, nella città delle ceramiche a breve aprirà un grande magazzino e, nonostante la valanga di curricola inviati dalla cittadinanza, sembra che la maggior parte degli assunti siano riconducibili a molti consiglieri comunali, sia del centrodestra che del centrosinistra.

‘’La rabbia è salita alle stelle – scrive Il Messaggero – tra le centinaia di cassintegrati, mobilitati e disoccupati, che non sanno come arrivare a fine mese e che si sono sentiti scippati di un posto di lavoro’’.

‘’E i partiti? C’è chi cade dalle nuvole come il Pd; chi è furioso come Sel e Rifondazione comunista; chi, come il centrodestra, preferisce un silenzio imbarazzante’’.

Un duro attacco, invece, è arrivato dal gruppo di Fratelli d’Italia, che ha condannato fortemente ‘’lo scandaloso comportamento tenuto dai consiglieri comunali’’ e chiede le dimissioni.

‘’Siamo da sempre contrari alle vecchie logiche di partito in stile prima Repubblica, e definiamo oltraggiosa nei confronti dell’onestà cittadina la parentopoli messa in atto nel nostro paese. – scrivono in una nota -

Da troppo tempo ormai Fratelli d’Italia denuncia come l’amministrazione locale giudichi cittadini di serie A e di serie B in relazione alla tessera del partito di appartenenza, ma in questo caso è stato superato ogni limite di decenza.

Considerata la gravissima situazione economica che da anni imperversa nel nostro territorio, ove alle migliaia di cassintegrati debbono aggiungersi i posti di lavoro perduti a causa della chiusura di decine e decine di attività artigianali e commerciali, appare ancora più grave non aver dato a tutti i cittadini (soprattutto giovani e padri di famiglia) le stesse possibilità di accesso al mercato del lavoro e “aver garantito” solo a pochi eletti (o meglio a pochi parenti degli eletti) i posti di lavoro presso l’ipermercato sopra citato.

Chiunque abbia partecipato o diretto tali spartizioni da prima Repubblica - proseguono - deve assolutamente togliere il disturbo e ciò a prescindere dal colore politico di appartenenza.

Chiediamo inoltre alle segreterie provinciali e regionali dei partiti interessati dallo scandalo civitonico, - concludono - siano essi di destra o di sinistra, di prendere immediati provvedimenti nel rispetto di chi fa della politica un impegno serio ed al servizio del cittadino’’.

 

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