ANNO 16 n° 273
Adolescenti stuprate a turno dal branco
Identificati i presunti responsabili, che si difendono: “Erano consenzienti”

VITERBO – Entrambe straniere, del Nord Europa per l’esattezza; entrambe minorenni ed ospiti “alla pari” per motivi di studio presso due famiglie della provincia di Viterbo. Socializzano con altri studenti e, sabato sera, raggiungono il capoluogo della Tuscia per trascorrere una serata in discoteca.

All’uscita (era ormai l’alba di domenica) vengono agganciate da un gruppetto composto da cinque ragazzi che offrono loro un passaggio e accettano di buon grado. Quindi salgono in auto;  ma a destinazione non sarebbero mai arrivate. I ragazzi, infatti, invece di dirigersi ad Acquapendente - lì dove risiedono le famiglie di cui le due adolescenti (hanno 16 e 17 anni) sono ospiti – si fermano una manciata di chilometri prima: nei boschi alle porte di Montefiascone. E’ qui che le due sarebbero state abusate a turno dal branco.

Al momento le notizie sul presunto stupro sono poche e frammentarie: i carabinieri di Montefiascone che hanno raccolto la denuncia, infatti, preferiscono mantenere il riserbo. “E’ una faccenda delicata; ci sono di mezzo due minorenni”, dicono.

Stando a quanto trapelato, tuttavia, pare che i cinque giovani – tutti tra i venti ed i ventidue anni, e tutti del Viterbese – siano già stati identificati e denunciati all’Autorità giudiziaria.

Le due ragazzine, dopo la presunta violenza subita, spaventate e sotto shock, si sono subito rivolte ai militari della Compagnia falisca che, in breve tempo, hanno identificato e rintracciato i cinque presunti stupratori, trasmettendo una dettagliata informativa alla Procura di Viterbo che, adesso, dovrà decidere come procedere.

“Abbiamo conosciuto le due ragazze in discoteca e ci hanno chiesto un passaggio per tornare a casa. Non le abbiamo violentate: erano consenzienti”. Così avrebbero dichiarato agli inquirenti; questa la loro ricostruzione dei fatti. Diametralmente opposta a quella delle due presunte vittime che, ascoltate dal magistrato, hanno ribadito di essere state stuprate a turno contro la loro volontà.

Il terribile episodio di cronaca tanto ricorda quello avvenuto nella pineta comunale di Montalto di Castro cinque anni fa e, più esattamente, nella notte tra il 31 marzo ed il primo aprile del 2007, quando otto ragazzi, minorenni, avrebbero anche loro violentato a turno una quindicenne. Che, dopo qualche giorno, aveva sporto denuncia ma, anche in questo caso, i presunti stupratori hanno sempre dichiarato che la quindicenne era consenziente.

A distanza di oltre cinque anni, il procedimento giudiziario, incardinato presso il tribunale per i Minorenni di Roma, è ancora in corso e, il prossimo 22 ottobre è prevista una manifestazione per protestare contro gli infiniti rinvii delle udienza. “Saremo davanti al tribunale per urlare tutta la nostra rabbia e la nostra indignazione. Ci porteranno in Questura? Pazienza il gioco vale la candela”. Così l’ex consigliera provinciale per le Pari opportunità di Palazzo Gentili, Daniela Bizzarri e l’Udi (Unione donne in Italia), Donne in Nero e Centri Antiviolenza, pronti a scendere in piazza per l’ennesimo rinvio (quello del primo ottobre) delle sedute nel processo contro il gruppo di otto giovani di Montalto di Castro accusati di aver violentato una ragazza di 15 anni nel 2007. “Il primo ottobre – spiega la Bizzarri - l’udienza prevedeva l’ascolto di nove testimoni a favore dei ragazzi, ma prima delle ore 12 la seduta è stata aggiornata al 22 ottobre, anche perché alcuni testi non si sono presentati. Di chi è la colpa? Perché gli avvocati non hanno portato i loro testimoni? Forse per allungare il “brodo”? Quante altre volte ancora questa ragazza dovrà essere violentata? Quando si potrà, ammesso che sia possibile, attenuarne l’orribile ricordo?”, si domanda l’ex consigliera. 

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