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Chiricozzi (Blocco studentesco), rappresentante del ''Paolo Savi'
VITERBO -
VITERBO - ''Dopo aver saputo, dati alla mano, che la scuola era sicura, abbiamo anche chiesto scusa alla preside. Ma in quel momento, presi dalla psicosi post terremoto, quando abbiamo visto la palestra transennata abbiamo avuto paura''. Francesco Chiricozzi, rappresentante degli studenti del ''Paolo Savi'' ed esponente del Blocco studentesco, fa mea culpa. Durante l'incontro di ieri in Provincia in cui lui e altri rappresentanti degli alunni delle scuole superiori della Tuscia sono stati ricevuti dal presidente Mauro Mazzola che, insieme ai tecnici, ha dato ampie rassicurazioni sullo stato degli istituti viterbesi, che non hanno subito danni dopo il terremoto, il rappresentate del ragioneria ha chiarito perché in quei giorni agitati gli alunni del 'Savi' avevano lanciato l'allarme.
Sono stati i tecnici a far sparire i dubbi sulla tenuta del ''Paolo Savi''. ''Nel sopralluogo del 26 ottobre abbiamo controllato la tamponatura di due aule della palazzina dove si trova la palestra - spiega il geometra della Provincia, Mariano Di Pietro -, ed è sorta la necessità di sistemare un tramezzo. Ma quel problema non dipendeva dal terremoto. Quindi abbiamo chiesto alla preside, già prima del 30, di delimitare quell'area. Ma non abbiamo fatto nessun intervento di consolidamento''.
Gli ingegneri che hanno effettuato i controlli propio al ''Paolo Savi'' sono stati accusati da alcuni genitori di aver compiuto i rilievi in maniera frettolosa, in soli 25 minuti. '''Me me sono occupato io - spiega l'ingegner Fabrizio Purchiaroni -. Forse quel giro sarà durato 25', durante i quali ho chiesto informazioni alla persona della scuola che mi ha accompagnato. Chi vive la scuola ogni giorno deve essere interpellato non per questioni tecniche e strutturali, ma per segnalarci per esempio se da un armadio è caduto qualcosa. Questi dettagli, che possono sembrare marginali, ci servono per valutare la risposta sismica delle strutture''.
Purchiaroni chiarisce però che quello era il secondo che effettuava. ''Agli atti ce n'è un altro, fatto da me due giorni prima di quello che ha fatto sorgere tante polemiche - continua Purchiaroni -. Al 'Paolo Savi' ci va a scuola anche figlio, da tre anni, conosco la struttura, gli ambienti mi erano noti. Ribadisco che abbiamo seguito lo spirito e le indicazioni di carattere speditivo volute dalla norma e contenute nelle schede AeDes. Si è parlato molto di queste schede: sono fatte di 4 pagine chiedono una serie di dati. Alcuni giorni fa, a seguito dei noti eventi sismici, dopo che noi avevamo già completato i verbali dei controlli, la Protezione civile ha creato una nuova scheda che si chiama Fast, ancora più speditiva e composta da un solo foglio. Se guardate quella scheda e i nostri verbali, vedrete che coincidono, anche se quando abbiamo fatto i sopralluogo quello strumento di emergenza non esisteva''.
Mentre dentro Palazzo Gentili si scoprono le carte nel faccia a faccia tra tecnici e studenti e la situazione di allarme rientra, su via Saffi i ragazzi del Blocco studentesco protestano, in maniera civile e pacifica, per la situazione generale dell'edilizia scolastica nel Viterbese. Che rosea non è anche senza il terremoto: le strutture che ospitano gli istituti sono obsolete e spesso antiche, hanno bisogno di interventi continui e non sempre la Provincia riesce a star dietro a tutte le criticità. Ecco perché, a seguito delle scosse che hanno devastato il centro Italia, gli studenti hanno avuto paura. ''Abbiamo chiesto scusa - ribadisce Chiricozzi -, ma in quel momento ci sembrava assurdo che la scuola restasse aperta mentre in palestra c'erano le transenne e i calcinacci. Poi, dopo, quando abbiamo conosciuto i dati sui controlli, ci siamo impegnati per rassicurare tutti gli studenti''.
Emergenza rientrata, dunque. Ma i problemi delle scuole restano, come hanno avuto modo di sottolineare i ragazzi del Blocco studentesco allo stesso Mazzola, sceso in strada per incontrarli al termine della riunione dentro Palazzo Gentili. Ed ecco che, sempre per bocca di Chiricozzi, arriva anche una proposta costruttiva. ''Creiamo un comitato di cui facciano parte gli studenti, i genitori, il personale ata e docente, gli enti e le istituzioni interessate - propone -. Un comitato che si occupi di edilizia scolastica e che sia in contatto anche con la magistratura''.
L'idea è piaciuta al presidente Mazzola. ''La Provinciai sta e farà la sua parte - conclude -, purché la struttura di questo comitato sia snella e funzionale. Sennò si perde solo tempo''.
VITERBO - ''Dopo aver saputo, dati alla mano, che la scuola era sicura, abbiamo anche chiesto scusa alla preside. Ma in quel momento, presi dalla psicosi post terremoto, quando abbiamo visto la palestra transennata abbiamo avuto paura''. Francesco Chiricozzi, rappresentante degli studenti del ''Paolo Savi'' ed esponente del Blocco studentesco, fa mea culpa. Durante l'incontro di ieri in Provincia in cui lui e altri rappresentanti degli alunni delle scuole superiori della Tuscia sono stati ricevuti dal presidente Mauro Mazzola che, insieme ai tecnici, ha dato ampie rassicurazioni sullo stato degli istituti viterbesi, che non hanno subito danni dopo il terremoto, il rappresentate del ragioneria ha chiarito perché in quei giorni agitati gli alunni del 'Savi' avevano lanciato l'allarme.
Sono stati i tecnici a far sparire i dubbi sulla tenuta del ''Paolo Savi''. ''Nel sopralluogo del 26 ottobre abbiamo controllato la tamponatura di due aule della palazzina dove si trova la palestra - spiega il geometra della Provincia, Mariano Di Pietro -, ed è sorta la necessità di sistemare un tramezzo. Ma quel problema non dipendeva dal terremoto. Quindi abbiamo chiesto alla preside, già prima del 30, di delimitare quell'area. Ma non abbiamo fatto nessun intervento di consolidamento''.
Gli ingegneri che hanno effettuato i controlli propio al ''Paolo Savi'' sono stati accusati da alcuni genitori di aver compiuto i rilievi in maniera frettolosa, in soli 25 minuti. '''Me me sono occupato io - spiega l'ingegner Fabrizio Purchiaroni -. Forse quel giro sarà durato 25', durante i quali ho chiesto informazioni alla persona della scuola che mi ha accompagnato. Chi vive la scuola ogni giorno deve essere interpellato non per questioni tecniche e strutturali, ma per segnalarci per esempio se da un armadio è caduto qualcosa. Questi dettagli, che possono sembrare marginali, ci servono per valutare la risposta sismica delle strutture''.
Purchiaroni chiarisce però che quello era il secondo che effettuava. ''Agli atti ce n'è un altro, fatto da me due giorni prima di quello che ha fatto sorgere tante polemiche - continua Purchiaroni -. Al 'Paolo Savi' ci va a scuola anche figlio, da tre anni, conosco la struttura, gli ambienti mi erano noti. Ribadisco che abbiamo seguito lo spirito e le indicazioni di carattere speditivo volute dalla norma e contenute nelle schede AeDes. Si è parlato molto di queste schede: sono fatte di 4 pagine chiedono una serie di dati. Alcuni giorni fa, a seguito dei noti eventi sismici, dopo che noi avevamo già completato i verbali dei controlli, la Protezione civile ha creato una nuova scheda che si chiama Fast, ancora più speditiva e composta da un solo foglio. Se guardate quella scheda e i nostri verbali, vedrete che coincidono, anche se quando abbiamo fatto i sopralluogo quello strumento di emergenza non esisteva''.
Mentre dentro Palazzo Gentili si scoprono le carte nel faccia a faccia tra tecnici e studenti e la situazione di allarme rientra, su via Saffi i ragazzi del Blocco studentesco protestano, in maniera civile e pacifica, per la situazione generale dell'edilizia scolastica nel Viterbese. Che rosea non è anche senza il terremoto: le strutture che ospitano gli istituti sono obsolete e spesso antiche, hanno bisogno di interventi continui e non sempre la Provincia riesce a star dietro a tutte le criticità. Ecco perché, a seguito delle scosse che hanno devastato il centro Italia, gli studenti hanno avuto paura. ''Abbiamo chiesto scusa - ribadisce Chiricozzi -, ma in quel momento ci sembrava assurdo che la scuola restasse aperta mentre in palestra c'erano le transenne e i calcinacci. Poi, dopo, quando abbiamo conosciuto i dati sui controlli, ci siamo impegnati per rassicurare tutti gli studenti''.
Emergenza rientrata, dunque. Ma i problemi delle scuole restano, come hanno avuto modo di sottolineare i ragazzi del Blocco studentesco allo stesso Mazzola, sceso in strada per incontrarli al termine della riunione dentro Palazzo Gentili. Ed ecco che, sempre per bocca di Chiricozzi, arriva anche una proposta costruttiva. ''Creiamo un comitato di cui facciano parte gli studenti, i genitori, il personale ata e docente, gli enti e le istituzioni interessate - propone -. Un comitato che si occupi di edilizia scolastica e che sia in contatto anche con la magistratura''.
L'idea è piaciuta al presidente Mazzola. ''La Provinciai sta e farà la sua parte - conclude -, purché la struttura di questo comitato sia snella e funzionale. Sennò si perde solo tempo''.