ANNO 16 n° 274
''Scuole, nessun danno post sisma''
I dati dei sopralluoghi negli istituti della Tuscia. Mazzola: ''Basta polemiche''
11/11/2016 - 10:43

VITERBO - ''Le scuole superiori della provincia di Viterbo sono state controllate accuratamente, secondo gli standard previsti, e dopo il terremoto possiamo certificare che non hanno riportato alcun danno''. L'ingegner Ernesto Dello Vicario, dirigente dell'Edilizia scolastica della Provincia, smorza così ogni polemica seguita agli interventi effettuati sulle scuole superiori post sisma del 30 ottobre scorso. Rimostranze forti, infatti, erano state presentate dagli studenti e dai loro genitori a causa della scelta della Provincia di non chiudere le scuole come invece fatto dal Comune di Viterbo e da altre amministrazioni locali.

Nell'incontro di questa mattina a Palazzo Gentili con un gruppo di rappresentati degli studenti degli istituti della Tuscia, voluto dal presidente Mauro Mazzola, sono stati soprattutto i tecnici a spiegare nel dettaglio quanto fatto e a rassicurare sulla situazione post sismica. Mentre fuori, però, in strada, su via Saffi altri studenti hanno continuato comunque a manifestare, intonando il coro ''il futuro dell'Italia siamo noi'' e attendendo l'esito della riunione nella sala del consiglio provinciale.

''La polemica mi ha molto disturbato, ma le polemiche vanno lasciate da parte - afferma Mazzola -. In casi di emergenza non ci sono feste, anche con il ponte noi abbiamo lavorato. Dal sisma del 26 ottobre, e poi in occasione di quello del 30, io anche se ero all'estero sono sempre stato in stretto contatto con i dirigenti e gli uffici dell'Edilizia scolastica. Ma il mio imput non serviva, perché le verifiche sugli immobili scolastici della Provincia erano già partiti. Senza guardare le feste, abbiamo lavorato 3/4 giorni senza sosta. E senza la necessità di emettere ordinanze di chiusura''. Il riferimento al primo cittadino di Viterbo, Leonardo Michelini, che ha chiuso invece le scuole tutta la settimana, non è affatto casuale.

''Le ordinanze per il 31 le hanno fatte tutti i sindaci per tutte le scuole di ordine e grado del territorio comunale, come compete loro, ma le scuole quel giorno erano già chiuse per indicazione del ministero - aggiunge Mazzola -. Il sindaco di Viterbo il 31 le ha chiuse tutte, mentre noi già stavamo effettuando i controlli. Dal 2 novembre la sua successiva ordinanza ha chiuso solo quelle di proprietà comunale. Non l'ho capita questa scelta, ma per le scuole provinciali di questo provvedimento non c'era bisogno. Ce lo hanno detto i tecnici, perché chi ha responsabilità in queste cose non sono io, né gli studenti o i loro genitori. Uno degli ingegneri che ha fatto i controlli al Savi e al Buratti ha due figli che frequentano proprio quelle scuole: secondo voi avrebbe dato l'ok a mandare i suoi stessi figli in una scuola pericolante?''.

''Abbiamo lavorato nelle feste e ci abbiamo messo tre giorni a completare i sopralluoghi - dice ancora il presidente della Provincia -. Il Comune di Viterbo pure ci ha messo tre giorni, ma tre giorni lavorativi. Non voglio fare polemiche ma va chiarito quanto accaduto. Io sono stato tra i pionieri della Protezione civile quando dopo Vermicino si iniziò a parlare di riorganizzazione. Ci ho lavorato tantissimo in prima persona, ci tengo tantissimo. Ma non faccio allarmismi, sto nella realtà dei fatti: chiudere le scuole è stato un danno a voi studenti''.

Insieme a Mazzola, all'incontro con i rappresentanti degli studenti nella sala del consiglio ci sono anche il dirigente Ernesto Dello Vicario, gli ingegneri qualificati per i sopralluoghi sismici Fabrizio Purchiaroni e Michele Clemenzi, e i geometri del settore Edilizia scolastica Mariano Di Pietro e Rita Santini.

''Decidere di chiudere o meno le scuole comporta l'assunzione per noi di responsabilità - interviene Dello Vicario -. Non sono decisioni a cuor leggero, gli atti noi li firmiamo. I controlli sono stati fatti secondo le norme. Si è tanto parlato in questi giorni di schede AeDes, che sono quelle adottate dalla Protezione civile nazionale nelle zone terremotate. Le verifiche sono state fatte in base a quei criteri. Non si tratta di verifiche di idoneità statica e non sostituiscono i certificati di collaudo statico e agibilità. In questo i casi si verifica che le condizioni di sicurezza post sisma non siano state alterate rispetto a prima delle scosse. Questo è quello che si fa ad Amatrice e nelle zone terremotate. Questa è una circolare per le emergenze, ma noi non abbiamo avuto lo stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri grazie al cielo''.

''Le procedure AeDes si attuano nel post emergenza, le usa il DiComac nelle zone colpite dal sisma - chiarisce-, da noi non sussisteva questa necessità. Ma noi ci siamo comunque attenuti a quesi criteri: i sopralluoghi li abbiamo fatti con quello spirito, in breve tempo. Il 30 abbiamo partecipato alla riunione in Prefettura, ma già ci eravamo attivati dopo le scosse del 26 e alcuni sindaci già avevano chiuso le scuole, specie nella Bassa Teverina. Avevamo già effettuato i sopralluoghi e verificato che non c'erano stati danni. Ci siamo attivati per senso di responsabilità a costituire queste squadre di intervento. Il 30 il Prefetto ha chiesto la verifica su edifici scolastici, noi abbiamo cominciato con i primi sopralluoghi già domenica pomeriggio. Ad ogni tecnico della Provincia è stato associato un tecnico esterno preso da elenco di ingegneri che hanno fatto un corso di ingegneria per l'emergenza e che hanno un attestato per questi casi. Dal 30 ottobre al 2 a mattina abbiamo verificato tutto, il lunedì sera le operazioni di controllo erano già concluse, il martedì abbiamo fatto altri sopralluoghi a Civita Castellana e martedì gli ingegneri hanno completato le relazioni e le hanno inviate ai presidi. Nessuna scuola ha presentato danni dopo il terremoto, quindi non c'era evidenza di criticità perciò abbiamo detto ai sindaci che non c'era la necessità di chiusura delle scuole. Se c'erano problemi prima, sono rimasti anche dopo, ma il terremoto non ha fatto danni. Non ci nascondiamo, lo sappiamo che le scuole hanno continuo bisogno di interventi'. Che, secondo Dello Vicario, sono stati comunque già effettuati, a Orte, Viterbo, Acquapendente, Tarquinia, Bassano e altri centri. Lavori per più di un milione di euro, alcuni già aggiudicati e finanziati. Nel 2016, poi, la Provincia ha speso fino ad ora 400mila euro per la piccola manutenzione ordinaria, mentre altri 80mila saranno speso entro l'anno. ''Abbiamo speso tutto quello che avevamo per le scuole - conclude Dello Vicario -. Serve di più? Certo. Ma aspettiamo finanziamento dal Governo''.

''La questione è più tecnica che politica - spiega infine Mazzola -. Programmiamo delle giornate in cui io e i tecnici veniamo con voi nella scuole, ci facciamo un giro, vediamo quali sono le criticità. Avviamo una collaborazione tra noi della Provincia e voi studenti. Però tra le immagini che avete diffuso mancano quelle di voi che sfondate le porte delle con calci e pugni. Noi interveniamo, ma io ste cose non le tollero: il rispetto per l'istituzione scolastica lo dovete avere anche voi''.

La proposta di una maggiore collaborazione è accolta positivamente dagli studenti, come sottolinea Francesco Boscheri, presidente della Consulta provinciale studentesca, che guarda con favore ad un maggiore diretta collaborazione. Dai ragazzi presenti arrivano proposte e denunce su situazioni limite che al termine dell'incontro la Provincia si è impegnata a risolvere.

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